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Infiammazione gengivale: cosa è utile sapere

Dottor sandro compagni Master in Gnatologia Perfezionato in Odontoiatria Sportiva Master in Parodontologia Master in Odontologia Forense
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La malattia parodontale, conosciuta come piorrea, va curata da uno specialista che individua le giuste terapie da adottare

La parodontologia è una branca dell'Odontoiatria che studia i tessuti di “sostegno” dei denti, il Parodonto: ovvero dell'insieme dei tessuti molli  e duri  che circondano il dente e che assicurano la sua stabilità nell'arcata alveolare.

Quindi la parodontologia studia e tratta il parodonto e le patologie ad esso correlate.

Il parodonto è costituito da quattro elementi, che mantengono in salute e stabile il dente con la sua radice. Essa è rivestita da un sottilissimo strato di struttura che si chiama ‘Cemento’; l’Osso Alveolare è il componente strutturale dove la radice del dente è immersa; il Legamento Alveolare è un’importante e complesso tessuto che ‘lega’ i due elementi sopra citati, il dente e l’osso; la Gengiva è la struttura fondamentale ed è quella che clinicamente (sia guardandola che sondandola) ci da un primo stato di salute ed è il tessuto che ‘protegge’ dai batteri tutto ciò che si trova al di sotto.

Vengono chiamate malattie parodontali o parodontopatie tutte le patologie che interessano il parodonto. La malattia parodontale è, ancora oggi, conosciuta anche come “piorrea“  (parola composta da pios, pus, e rea, scorrere), ma in odontoiatria oramai è desueta.

La causa dell’insorgenza della malattia parodontale è l'accumulo dei batteri presenti nella bocca, sulle superfici dei denti (la PLACCA BATTERICA organizzata che si chiama Biofilm Batterico) e si infiltrano nello spazio tra la gengiva e la radice del dente. Una risposta dell’organismo (una suscettibilità individuale) importante fa si che l’osso alveolare si retrae e lo spazio tra la superficie del dente e la superficie dell’osso alveolare aumenta e si formano le tasche parodontali.

Altri fattori che possono influire sulla salute dei nostri denti e delle nostre gengive, potenziando l’effetto batterico, sono il fumo, lo stress, il diabete o altre malattie in grado di ridurre le difese dell'organismo.

Questa patologia, quindi, è di tipo infettivo, perché la causa è dovuta alla placca batterica che induce una risposta infiammatoria del nostro organismo. La parodontologia è una malattia multifattoriale, perché è data da una serie differenti di fattori (fumo, diabete, stress, ereditarietà) e sito specifica, perché ogni singolo dente può essere colpito in modo diverso.

La malattia parodontale si manifesta nel momento in cui uno o più costituenti del parodonto non esercitano più la loro funzione di sostegno dei denti, perché vengono colonizzati da più specie batteriche. Tutto questo porta alla mobilità dei denti interessati e recessioni gengivali, ovvero abbassamento della gengiva e neoformazioni di tasche parodontali.

Si stima che in Italia le persone malate di Parodontopatie siano circa 10 milioni.

Di solito la piorrea si presenta sotto forma di gonfiore, arrossamento e sanguinamento delle gengive, che appare durante lo spazzolamento quotidiano oppure quando si mangiano cibi solidi. La presenza costante di alito cattivo, un’aumentata sensibilità a denti e gengive, durante la masticazione o lo spazzolamento, sono segnali che devo mettere in guardia. Anche un allungamento del dente deve allarmare, così come il sanguinamento deve indurre il paziente a richiedere una visita odontoiatrica. Meglio se effettuata da un parodontologo.

La prima fase necessaria, come in tutte le patologie mediche, è una corretta diagnosi. Sembra banale, ma non lo è.

Ci sono casi in cui è possibile recuperare il danno causato dalla malattia e rigenerare anche l’osso, per migliorare i tessuti di sostegno del dente compromesso.

Le terapie iniziali sono non chirurgiche e vanno dall’educazione del paziente, all’igiene professionale con pulizia sopra e sottogengivale con levigature. Talvolta si possono utilizzare ausili che possono essere farmacologici, chimici o fisici come il laser, utili di supporto a seconda della diagnosi e della gravità della malattia.

Le terapie chirurgiche vengono effettuate quando la prima terapia non chirurgica non ha risolto il problema o quando bisogna rigenerare l’osso che è andato perduto e ci sono le condizioni per farlo.

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