Boom di traumi e infiammazioni

Come iniziare o riprendere l’attività fisica...

La Macchina Isocinetica nel Centro Physioift

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Si torna a correre, a pedalare e fare attività fisica. Magari all'aria aperta. Che bellezza! Sappiamo tutti che la sedentarietà è un nemico silenzioso: causa oltre 3 milioni di morti l'anno nel mondo. E la clausura forzata per la pandemia ha purtroppo inasprito il problema. Tuttavia, c'è il rischio di fare una cosa giusta - muoversi - nel modo sbagliato, con brutte conseguenze. 
L'improvvisazione fa danni. Che si inizi per la prima volta fare attività fisica o che si riprenda uno sport dopo il periodo di fermo, c'è una regola d'oro per tutti. 
Per chi ha avuto il covid, poi, occorrono un'attenzione particolare e appositi test, come ora vedremo. In questi casi non si tratta solo di evitare “strappi”, contratture, tendiniti e altre brutte infiammazioni, lesioni ai legamenti... «La regola d'oro è non muoversi alla cieca. Può sembrare banale, eppure arriva da noi tutti i giorni gente dolorante e con risultati opposti a quelli sperati...». 
A parlare è il dottor Roberto Ferrara, specializzato in Medicina dello Sport. 

C'è un boom di pazienti nei centri fisioterapici. Come mai? 
«Mi lasci dire innanzitutto che è lodevole questo fermento. Però occorre stare attenti a non fare come i “week-end warriors”. Ossia i “guerrieri della domenica”, che con buona volontà e desiderio di benessere psico-fisico vanno a correre in modo improvvisato. Altri invece sono sportivi, che però non hanno ben valutato la propria condizione e le modalità di ripresa dell'attività. Risultato: si fanno male perché si allenano male e senza metodo...».   

Come evitare traumi e ottenere invece i massimi benefici?
«In primis, si raccomanda la visita dal medico dello sport. È la prima forma di prevenzione, perché ti fa calibrare l'attività in base alla tua persona, con gradualità. Il paziente non va trattato “a pezzi”, come una macchina, ma nella sua globalità psicofisica di Persona. Ognuno è un caso a sé». 

Come faccio a stabilire la mia gradualità e attività?
«Il punto, spesso sottovalutato è stabilire l'intensità dell'attività per la singola persona e il tipo di sforzo. Si fa con specifici test insieme al medico dello sport, che esegue il fondamentale monitoraggio dell'attività cardiovascolare, non generico ma in vista di quella precisa attività. E quindi prescrive l'esercizio fisico, proprio come un farmaco. Noi applichiamo il Metodo FITT, basato sulle linee guida internazionali dell'American College of Sport Medicine. Indica  il tipo di esercizi e quanto tempo, per quante volte, con quale intensità eseguirli per ottenere i massimi benefici al livello di cuore, respirazione, muscolatura, articolazioni, metabolismo e così via. Senza fare il giro da diversi specialisti. In più, noi misuriamo anche il consumo di ossigeno: significa pianificare gli esercizi in modo ancora più mirato e personalizzato». 

E per chi ha avuto il covid?
«Varie ricerche evidenziano casi di miocardite, anche come causa di morte. Il Ministero della Salute con la Federazione italiana medici dello sport indicano perciò 3 protocolli, a seconda della gravità: asintomatici-lievi, moderati e gravi. Per ognuno dei tre gruppi, si raccomandano test mirati e accertamenti specialistici. Solo dopo tali esami arriva l'ok alla ripresa dell'attività fisica con certificazione». 

E per chi si fa male?
«A Latina abbiamo portato la Macchina Isocinetica, una tecnologia eccezionale utilizzata in Serie A, dagli atleti professionisti e nei grandi ospedali. Permette di valutare, trattare e riallenare in modo mirato al 100% e molto più veloce perché calibra e personalizza l'esercizio con precisione millimetrica e differenziata proprio laddove c'è bisogno. Fa muovere l'articolazione in tutti i suoi angoli e ci dà un monitoraggio passo passo, rilevando dati molto precisi e preziosi sui carichi, sullo sforzo e sugli squilibri osteo-articolari e muscolari. Dati che nessun’altra macchina può dare. Per questo  aiuta molto la prevenzione e riduce al minimo i rischi di ricadute». 

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