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INCONTINENZA, PROLASSO, DOLORE ALLA VESCICA?


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Spesso dipende da problemi nel pavimento pelvico: ne soffre una donna su 4

Una donna su 4 soffre di disordini del pavimento pelvico: una zona “strategica” di cui spesso si ignorano l'importanza e le possibili problematiche. 
Comprende i muscoli, i legamenti e il tessuto connettivo nella parte più bassa del bacino (pelvi). Tali disordini incidono su vari organi e sulla qualità di vita, anche nella sfera sessuale. Ne risultano disagio fisico e psicologico, imbarazzo e senso di frustrazione. Tra i disturbi più comuni e spinosi ci sono le perdite di urina. Ma solo il 20% di chi ne soffre si rivolge ad un professionista, mentre l’80% nasconde il problema tacendo e perdendo poco per volta la fiducia in sé. Ma si può curare. 
A spiegare disturbi e rimedi è la dottoressa Stefania Cappello, specialista in ginecologia e ostetricia, dottore di ricerca in biotecnologie applicate e medicina traslazionale. Sul pavimento pelvico ha uno specifico diploma in ecografia e un master in chirurgia multidisciplinare.
«In generale, un disturbo del pavimento pelvico è dovuto a muscoli pelvici indeboliti o lassità del tessuto connettivo. Può risultarne compromesso il normale funzionamento dell'intestino, della vescica, dell'utero, della vagina e del retto. La maggior parte di quel 25% di donne che ne soffrono, convive con uno o più dei problemi originati da questo indebolimento pelvico».

Quali sono i sintomi?
«Incontinenza, urgenza e frequenza urinaria, sintomi da svuotamento, dolore vescicale e uretrale. Incontinenza fecale, stipsi o costipazione, dolore ano-rettale, sintomi ginecologici (prolasso degli organi pelvici);  sindromi dolorose e disfunzioni sessuali con dolore all'inizio o durante i rapporti (dispareunia). Una compromissione della funzione sessuale può anche dipendere dalla modificazione della propria immagine corporea legata all’aspetto dei genitali con prolasso, alla perdita di urine, gas o feci associate con l’attività sessuale».

Quali le cause? 
«Innanzitutto l’eccessivo sforzo per far uscire il bimbo durante il parto. In menopausa i muscoli del pavimento pelvico spesso si indeboliscono, e la minore quantità e scarsa qualità del collagene per carenza degli estrogeni possono far prolassare gli organi pelvici. C'è poi la predisposizione genetica/familiare. Le donne obese o in sovrappeso, quelle che fumano o che per lavoro sollevano pesi o compiono sforzi pesanti, hanno un rischio maggiore di sviluppare prolasso degli organi pelvici e incontinenza urinaria. Altre possibili cause sono: i traumi, ad esempio a seguito di incidenti automobilistici o interventi chirurgici come l'isterectomoia (asportazione dell'utero) o l’episiotomia non appropriata (taglio del perineo nel parto). E ancora: le lesioni nervose, le patologie polmonari e la tosse cronica, il diabete, il morbo di Parkinson, l'ictus, la chirurgia pelvica del compartimento posteriore, la stenosi spinale». 

Come trattare i disordini del pavimento pelvico?
«È necessario non trascurarli e presentarli al proprio ginecologo per una corretta diagnosi. Diverse sono le opzioni per correggere e migliorare il problema: la riabilitazione pelvi-perineale è considerata la prima scelta terapeutica. Generalmente è utile una terapia prevalentemente a base di estrogeni dopo la menopausa o terapia con anticolinergici nei casi di vescica iperattiva. Ulteriore valida opzione innovativa è la laserterapia, nei casi di atrofia vaginale severa e incontinenza urinaria lieve. Soprattutto nei casi di prolasso di grado moderato/severo e nell’incontinenza urinaria da sforzo è utile la terapia chirurgica». 

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