Cittadini presentano 2 nuove querele

Discarica di Albano: attorno al pozzo B attività “non autorizzate” da Arpa Lazio FOTO

In primo piano, il pozzo B e sullo sfondo l'ex TMB, il frullatore per soli rifiuti indifferenziati
La mappa dei pozzi di controllo della discarica di Albano
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I cittadini raccolti nell'associazione 'Salute Ambiente Albano' hanno presentato due nuove quereli relative alla discarica di Albano. Una riguarda il Gruppo imprenditoriale proprietario del sito che a loro dire sarebbe 'colpevole' di svolgere attività sui pozzi di controllo dell'immondezzaio senza aver prima chiesto l'autorizzazione all'Ufficio Rifiuti Lazio ed all'Arpa Lazio. Un'altra querela contro quest'ultime autorità, pochi non avrebbero controllato a dovere il sito che langue in un gravissimo inquinamento, come affermato anche in una recente ordinanza del Tar del Lazio. È utile ricordare che dalle falde acquifere sottostanti la discarica di Albano succhiano acqua i pozzi delle case e attività commerciali della zona.

"Le vecchie autorizzazioni classe 2009 - scrive in una nota stampa l'associazione Salute Ambiente Albano - da cui dipende il funzionamento della discarica di Albano non sono state ANCORA MAI AGGIORNATE E REVISIONATE dall’Ufficio Rifiuti Lazio e il Gruppo Cerroni (proprietario del sito) continua a fare i propri comodi attorno ai pozzi spia, come dimostra quanto accaduto il primo pomeriggio dell’11 novembre sul pozzo b, attorno a cui erano in corso attività ignote “non autorizzate” dall’Arpa Lazio, come la stessa agenzia ci conferma in una nota scritta, in risposta ad un nostro esposto del 12 novembre. Due operai stavano lavorando attorno al pozzo b, con grossi macchinari e 4 grossi serbatoi, ma senza le PRESCRITTE AUTORIZZAZIONI. Per fare cosa? NESSUNO LO SA! È l’ennesimo MISTERO CHE CIRCONDA QUELLA DISCARICA! In attesa di saperlo, abbiamo presentato una nuova querela alle Procure di Roma e Velletri per violazione delle leggi 81/08 (sicurezza sui luoghi di lavoro) e 152/06 (Testo Unico dell’Ambiente) nei confronti dei proprietari del sito. Il pozzo ex B è molto importante perché situato a ridosso dell’ex TMB, il frullatore per soli rifiuti indifferenziati andato a fuoco il 30 giugno 2016, dove gli affittuari di Manlio Cerroni vorrebbero costruire un maxi-biogas da 80mila tonnellate, il 350% più grande di quanto necessario ai 10 comuni ex utenti del sito industriale. L’Ufficio Rifiuti Lazio (Vito Consoli e Wanda D’Ercole) e l’Arpa Lazio (Marco Lupo), continuano a cincischiare, per questo noi abbiamo presentato una nuova querela anche contro di loro con varie ipotesi di reato: abuso d’ufficio, falso in atto pubblico, sviamento di potere, omessa bonifica, concorso nel reato di truffa aggravata, frode in pubbliche forniture e gestione illecita di rifiuti. L’Arpa non ha ancora nemmeno reso pubbliche le analisi dei 4 pozzi esaminati ad ottobre e di altri 4 pozzi esaminati a novembre: MA PERCHÈ? COSA C’È DA NASCONDERE?"

 

 

 

 

 

 






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