Latina, i numeri della campagna

Chiude l'Ottobre rosa Lilt 2021: con gli screening raggiunto il 25% delle donne

Si è tenuto questa mattina presso l’Aula Magna della Facoltà di Farmacia e Medicina della Sapienza di Latina il convengo di chiusura della Campagna Ottobre Rosa 2021 organizzato dalla Lilt - Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Latina, nella persona della sua Presidente Nicoletta D’Erme, dalla Breast Unit della Asl di Latina, con il suo Direttore Fabio Ricci e dalla Direttrice del Dipartimento di Scienze e Biotecnologie Medico-Chirurgiche Facoltà di Farmacia e Medicina Università Sapienza di Roma – Polo Pontino Antonella Calogero.

Il convengo, chi svolge ogni anno per fare il punto su quello che è il livello di incidenza e di screening del tumore al seno a livello nazionale e territoriale, è stato l’occasione di confronto e approfondimento per tutti i professionisti coinvolti.

Sono stati svariati gli interventi che si sono succeduti nel corso della mattinata, coordinati dalla docente e scrittrice Stefania De Caro, tra i quali l’intervento del prefetto di Latina, Maurizio Falco. «È importante sostenere progetti virtuosi come questo – ha sottolineato il prefetto – poiché mettono in relazione enti, associazioni, strutture sanitarie e cittadinanza creando rapporti di fiducia duraturi che nel tempo danno sempre maggiori risultati».

Anche la Rettrice della Sapienza, Antonella Polimeni, in un video fatto per l’occasione, ha affermato come la collaborazione tra associazioni come la LILT, la Breast Unit e l’Università, siano un «esempio di come le attività possano essere fortemente integrate con la città per migliorare la qualità dei servizi offerti».

«I numeri del tumore sono altissimi – ha esordito nel suo intervento la presidente della Lilt Latina Nicoletta D’Erme – siamo sui 54.000 casi l’anno, e nel 2020 si stima ci siano stati 470.000 screening mancati. Noi abbiamo il dovere di informare per avvicinare le persone allo screening e non potremmo farlo senza i nostri volontari che mettono il loro tempo a disposizione degli altri. Per noi l’Ottobre Rosa è tutto l’anno – ha detto - perché tutto l’anno svolgiamo visite di prevenzione gratuite e campagne di sensibilizzazione alla diagnosi precoce e questo diminuisce il rischio di mortalità e può garantire una vita migliore alla paziente oncologica».

Campagne come l’Ottobre Rosa, che servono appunto ad informare e sensibilizzare la popolazione femminile sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce, contribuiscono infatti ad accrescere il numero delle donne che effettuano visite di prevenzione. È grazie a queste visite preventive che molte donne scoprono di avere un carcinoma mammario e vengono prese in cura dalla Breast Unit della Asl che le accompagna in tutto il loro percorso di diagnosi, trattamento e riabilitazione post intervento. Si stima che una donna affetta da tumore alla mammella, se presa in carico dalla Breast Unit, aumenta le sue possibilità di sopravvivenza del 20%.

«Il nostro obiettivo – ha affermato il Direttore generale della Asl di Latina Silvia Cavalli – è raggiungere un più vasto numero di screening. Ad oggi abbiamo raggiunto il 25%, quindi 1 donna su 4, che si sottopone a visite di prevenzione, ma in futuro l’obiettivo è raggiungere il 100% della popolazione femminile».

Per far sì che questo accada però «l’informazione e la conoscenza sono fondamentali – ha sottolineato la Prof.ssa Calogero – e in questo il ruolo delle associazioni è fondamentale, perché tramite manifestazioni e il contatto diretto con le persone diffondono la cultura della prevenzione».

Dello stesso avviso il sindaco di Latina Damiano Coletta, che ha precisato come la «conoscenza va alimentata, e ognuno lo deve fare secondo il proprio ruolo, soprattutto in un periodo come questo in cui la ‘non cultura’ e la non informazione danneggiano la salute di tutti». «Se noi cresciamo – ha aggiunto il preside della Facoltà di Farmacia e Medicina Università La Sapienza di Roma Prof. Carlo Della Rocca – lo dobbiamo anche alle associazioni che sensibilizzano e lavorano sul territorio«.

Di “battaglia culturale”, intesa come inno alla vita, ha parlato anche il Direttore della Breast Unit della Asl Prof. Fabio Ricci, rimarcando il fatto che questa unità annulli qualsiasi tipo di disuguaglianza socio-culturale, poiché che «tutte le donne prese in carico dalla Breast Unit vengono curate allo stesso modo, senza distinzioni».

Di conoscenza e corretta informazione ha parlato nel suo intervento anche l’assessore alle Pari Opportunità della Regione Lazio Enrica Onorati sottolineando come «in questo periodo di mistificazione della cultura e della scienza, realtà come quella della Breast Unit e il partenariato con le associazioni e l’Università, costituiscono delle eccellenze».

Nel suo intervento la vicepresidente dell’Ordine dei Medici, nonché Direttore Sanitaria della LILT Latina, Dott.ssa Rita Salvatori, dato che questa è la settimana dedicata alla prevenzione dei tumori maschili, ha invitato” tutte le donne resilienti, che hanno vinto la battaglia contro il tumore, a coinvolgere anche gli uomini ad intraprendere il viaggio della prevenzione e della diagnosi precoce, che è l’unico modo per prendersi cura di se stessi».






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