Moresco: carte al Tar per udienza del 2

Discarica di Albano: 10 pozzi su 10 inquinati.28 sforamenti di 12 diversi veleni FOTO

In primo piano, il VII invaso della discarica di Albano, in secondo piano l'ex TMB su cui la società Colle Verde vorrebbe costruire il maxi biogas da 80mila tonnellate
In primo piano, l'ex TMB su cui dovrebbe sorgere il maxi biogas da 80mila tonnellate. In secondo piano, il VII invaso e il quartiere di Ardea-Villaggio Ardeatino
Marco Moresco, consigliere comunale di Albano
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Tutti i 10 pozzi di controllo interni alla discarica di Albano monitorati dall’Arpa Lazio tra il 14 ed il 16 settembre scorsi sono risultati contaminati. Non sono inquinati, quindi, solo i primi 4 pozzi (D, A, B e F1bis) le cui analisi – giova ricordarlo - erano state rese pubbliche il 12 ottobre scorso sulla pagina trasparenza del comune di Albano e mostrato 6 sforamenti di 4 diverse tipologie di inquinanti. Le nuove analisi relative a 6 ulteriori pozzi (L, G, N, H, I bis ed E) monitorati dai tecnici regionali sempre a metà settembre, ma ancora del tutto inedite mostrano un quadro di alterazione ancor più grave e diffuso di quanto si potesse immaginare: sono 22 gli sforamenti rilevati da Arpa Lazio solo in questi 6 pozzi e relativi a 12 diversi tipi di veleni, tutti molto pericolosi per la salute umana e l’ambiente, ossia: Ferro, Mercurio, Nichel, Dicloropropano, Tricloropropano, Dibromoetano, Tricloropropano, Cloruro di Vinile, Floruri, Boro, Arsenico e infine Manganese. La relazione tecnica dell’Arpa Lazio in versione integrale, poiché relativa a tutti e dieci i pozzi della discarica, è stata inviata da Arpa Lazio al consigliere comunale di Albano, Marco Moresco.

MORESCO: “INVIERÒ LE ANALISI AL TAR LAZIO IN VISTA DELL'UDIENZA DEL 2 NOVEMBRE PER CERCARE DI CHIUDERE DEFINITIVAMENTE LA DISCARICA”

“Le analisi compiute a settembre dall’Arpa Lazio sui 10 pozzi spia della discarica di Albano – dichiara Marco Moresco, consigliere comunale di Albano - mostrano che gli sforamenti accertati sono in totale 28 e relativi a 12 diversi inquinanti. I 10 pozzi sono collocati in ogni dove, quindi lo stato di inquinamento è ampiamente diffuso, nonostante la discarica fosse chiusa da 5 anni, per la precisione del 30 giugno scorso, ossia dall’incendio dell’ex TMB. Non è un caso se la stessa Arpa Lazio ribadisce la necessità e urgenza di avviare la bonifica dell’intera discarica. L’impianto industriale ricade nel territorio di almeno 2/4 comuni, ossia non solo Albano, ma anche Ardea, Ariccia e Pomezia. Trasmetterò queste analisi ai giudici del Tar Lazio, dove martedì 2 novembre alle ore 09,15, si discuterà il ricorso giudiziario promosso da 16 comitati e associazioni territoriali. Ringrazio la Procura di Velletri per la sensibilità mostrata sulla discarica e i tecnici regionali per la collaborazione. Sottolineo che ho un solo scopo: quello di tutelare la salute e l’ambiente, insieme ai cittadini, comitati, associazioni, giornalisti ed alle Autorità che si stanno impegnando su questo problema. A questo punto – conclude Moresco - attendiamo di sapere se e quando l’Arpa Lazio tornerà a prelevare acqua nel pozzo C bis, situato a ridosso dell’area su cui si trova l’ex TMB, al posto del quale potrebbe sorgere un nuovo biogas da 80mila tonnellate. Ricordo che il prelievo di acqua in questo pozzo era saltato a causa di una pompa rotta e – a quanto ci risulta – mai più eseguito. Attendiamo notizie in merito da Arpa Lazio”.






























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