Le cause dei cedimenti

Frana sulla Pontina, altri 4 ponti in stato critico sono da monitorare

La nuova frana sulla Pontina

Non può considerarsi un caso sporadico il recente cedimento sulla Pontina al chilometro 95 e 600 nel comune di Terracina. Un principio di crollo strutturale in prossimità di uno dei sottopassi  che attraversa la SS 148 nel tratto compreso tra la Migliara 54 e la Migliara 58, una zona nota come “la Nespola”, dove insistono in totale sette ponti su cui poggia la SS 148.

SITUAZIONE PREOCCUPANTE, TERZO PONTE CHE CEDE

Il cedimento registrato nei giorni scorsi non è purtroppo un evento isolato. Nell’autunno del 2018 al chilometro 97 e 700 e a poca distanza dello svincolo per San Vito, la Pontina si è squartata aprendo una voragine che ha inghiottito un’auto con a bordo due persone. L’imprenditore terracinese Valter Donà è rimasto disperso e non è mai stato ritrovato. Contestualmente, al chilometro 95 e 200 fu notato lo sgretolamento parziale della strada. I tecnici dell’Astral, a quel tempo azienda competente, ravvisarono la necessità di intervenire attraverso una demolizione e la successiva ricostruzione. Il crollo degli ultimi giorni, rispetto ai precedenti, è accumunato non solo dalla vicinanza, ma soprattutto dalla tipologia: a venire giù sono i ponti in prossimità dell’attraversamento di canali di irrigazione che tagliano longitudinalmente la sezione stradale.

CORSA VERSO IL TEMPO, RIPRISTINO IN UN MESE

A voler trovare una nota positiva nella nuova chiusura della Pontina c’è la stima dei tempi di riapertura in 30 giorni. La fase di demolizione è stata sbrigata in un paio di giorni e si procede con la pulizia della sede del canale, con uno scavo profondo circa 5 metri e largo 15. La fase di ricostruzione prevede il posizionamento di un “solettone” di cemento nella parte sottostante su cui dovranno poggiare i prefabbricati quadrati, la stesura di cemento stabilizzato sulla parte superiore ed infine l’asfaltatura. Lavori che comunque risultano ingenti e la cui cifra si aggira sul milione e mezzo di euro a carico di Anas. La durata, come confermato dal personale della ditta che sta portando avanti il cantiere, «tempo permettendo», è stimata in un mese. Tempistiche che fanno tirare un sospiro di sollievo alle tante aziende del territorio rimaste scottate dagli eventi del 2018 quando la chiusura del tratto, peraltro in due punti contemporanei, isolò l’area per circa 6 mesi causando ingenti perdite e chiusure di attività commerciali.

DENTRO AL PROBLEMA. PERCHÉ I CEDIMENTI?

 

Non può imputarsi esclusivamente al tempo l’ammaloramento delle strutture in questione. L’area presenta elementi diversificati che messi a sistema ne determinano la probabile ragione. I canali che dalle campagne portano l’acqua al fiume Sisto, risalgono ai tempi della bonifica e sono antecedenti alla costruzione della via Mediana (negli anni ’60) e della Pontina (un decennio dopo), che proprio della Mediana ricalca la sede fino allo svincolo per San Vito; per arrivare a Terracina fu necessario costruire un proseguimento stradale, con annesse strutture idrauliche. Nel corso degli ultimi decenni l’area ha subito un forte sviluppo legato alla coltivazione agricola in serra, grazie anche alla qualità pregevole del terreno principalmente sabbioso, ed il contestuale proliferare di aziende che si servono di mezzi pesanti. «Il deterioramento dei ponti – spiega Pierierpaolo Marcuzzi, vicesindaco di Terracina - può così considerarsi una conseguenza della viabilità e della pressione dell’acqua piovana, anche proveniente dalle serre, convogliata in grande quantità nei canali e che proprio in prossimità dei ponti trova una strettoia sulle strutture portanti sottoposte a notevoli sollecitazioni.    

RICOSTRUITI TRE PONTI, ALTRI QUATTRO DESTANO PREOCCUPAZIONE

 

Dei sette i ponti su cui poggia la Pontina nella zona la Nespola, tra i comuni di Sabaudia e Terracina, dati per “buoni” tre (due ricostruiti nel 2019 e uno in cui sono in corso i lavori), ne restano quattro a preoccupare. In particolare ci sarebbe un altro ponte osservato speciale in prossimità della Migliara 56 e le cui condizioni andrebbero verificate a brevissimo. «La situazione è oggi in corso di valutazione, soprattutto perché, se si individua in tempo il problema, è possibile intervenire in maniera preventiva sui punti di ingresso e di deflusso dell’acqua senza dover ricostruire l’intero sottopasso – continua  Marcuzzi –. L’Anas è impegnata in questi giorni in operazioni di monitoraggio e procederà anche con verifiche statiche. Le priorità sono l’incolumità delle persone e la sicurezza stradale e su questo va riconosciuta una grande attenzione da parte della ditta gestore che si è resa disponibile anche a valutare sinergicamente il piano generale della viabilità della zona. L’obiettivo è di intervenire sugli altri ponti evitando chiusure al traffico».

 

PONTINA CHIUSA, LE PREOCCUPAZIONI E GLI AUSPICI DEI SINDACI

 

Cerniera di congiunzione tra il nord ed il sud della provincia, la chiusura della Pontina coinvolge intere comunità e rappresenta un vero e proprio grattacapo per i sindaci dei comuni che si vedono costretti a ridistribuire il traffico su strade di propria competenza. «La chiusura di un tratto della Pontina e la conseguente deviazione del traffico sulla Migliara 56 e sulle arterie secondarie ricadenti nel territorio comunale, rappresentano per Sabaudia una vera e propria calamità», ha commentato il sindaco Giada Gervasi in una nota.  «C’è preoccupazione perché riporta l’attenzione su una tematica di sicurezza stradale che deve essere sempre considerata e che è legata alla prevenzione. Per un’opera stradale come la Pontina, di cui si parla di progetti di potenziamento o autostrada, è doveroso guardare alle opportunità del Pnrr» dichiara il sindaco di San Felice Circeo Giuseppe Schiboni. Segnato dalle esperienze tragiche il commento di Roberta Tintari, sindaco di Terracina. «Il cedimento dei cosiddetti ponti sulla SS 148 rappresenta un serio problema di sicurezza, come abbiamo dolorosamente sperimentato tre anni fa. In quest’ultimo caso dobbiamo ringraziare la Polizia Stradale che si è accorta per tempo della voragine che si stava aprendo a lato della carreggiata, evitando probabilmente una nuova tragedia. Ora l’Anas si sta attivando per monitorare tutte le situazioni analoghe e verificare le esigenze. Purtroppo questi lavori causano disagi non indifferenti alla già provata viabilità in entrata e uscita dalla nostra città ed ha un impatto economico notevole. La priorità è ovviamente la sicurezza e l’impegno di tutti, prefettura, Anas e comune di Terracina è orientato in questo senso».