Cisterna, la tragedia il 10 luglio 2019

Uccise la moglie con un martello: autotrasportatore condannato a 24 anni

Ventiquattro anni di reclusione. Questa la condanna inflitta dalla Corte d'Assise del Tribunale di Latina a Fabio Trabacchin, l’autotrasportatore che il 10 luglio 2019, a Cisterna, uccise a martellate la moglie Elisa Ciotti. Soltanto un anno in meno rispetto alla condanna chiesta per l'uxoricida dal pubblico ministero Andrea D'Angeli. Sospesa inoltre all'imputato la potestà genitoriale sulla figlia e concessa una provvisionale esecutiva di 25mila euro a testa ai familiari della vittima e di 200mila euro alla bambina. Elisa Ciotti, di un anno più giovane dell'imputato, venne assassinata nella villetta di via Palmarola che divideva con il coniuge da cui voleva separarsi.

Trabacchin, che uccise la moglie al culmine di una lite, colpendola con un martello almeno sette volte, confessò dopo quattro ore di interrogatorio davanti ai carabinieri e al magistrato di turno. La coppia si stava appunto separando e quel giorno, nel corso dell’ennesimo litigio, Elisa Ciotti venne massacrata di botte e finita a martellate.

Dopo l’omicidio il marito andò al lavoro con un amico e a fare la terribile scoperta fu la figlia dei due, una bambina di dieci anni, che trovò la madre sul letto, in un lago di sangue. La bambina telefonò al papà, che a sua volta chiamò il fratello, chiedendogli di recarsi a casa perché era successo qualcosa alla moglie. Poi anche Trabacchin tornò in via Palmarola, provò a sostenere di non sapere cosa fosse successo, ma alla fine crollò nel corso dell’interrogatorio. 










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