Necessario ormai limitarne la presenza

Ente Parco: "Foresta del Circeo povera per colpa dei daini, vanno abbattuti"

Contenere la presenza dei daini nella foresta del Circeo è ormai una necessità e questa non può passare che per gli abbattimenti. È quanto hanno illustrato i relatori dell’incontro promosso dall’Ente Parco nella giornata di oggi 22 ottobre 2021 e che ha visto importanti referenti intervenire sul tema di cui si discute ormai da anni, nonostante altrove il contenimento degli ungulati attraverso gli abbattimenti sia un’operazione di routine.

Entro l’anno nuovi bandi per le adozioni

È stato il presidente del Parco Nazionale del Circeo Giuseppe Marzano a spiegare come sul tema ci sia un’attenzione molto calda e di aver voluto lui stesso incontrare i rappresentanti di alcune associazioni contrarie agli abbattimenti favorendo soluzioni “non cruente” quali sterilizzazioni ed adozioni. «La questione dei daini parte da molto lontano e la necessità di contenerli è il frutto di analisi, studi e ricerche che certificano come la loro presenza stia mettendo a rischio l’esistenza di altre specie vegetali e animali, rappresentando gravissimi problemi per la foresta ed il suo sottobosco – dichiara Marzano –. Ora non è più possibile rimandare. Abbiamo intenzione di dare risposte a chi chiede che siano favorite le adozioni ed entro fine anno pubblicheremo altri bandi che intendiamo semplificare e rendere più economiche». I numeri della questione però sono enormi: le domande di adozioni presentate a febbraio e che stanno tuttora seguendo l’iter per l’accoglimento sono circa una decina per grossomodo cinquanta capi, bazzecole rispetto al numero complessivo dei daini che si attesta sui duemila esemplari.

Controllo degli ungulati: si passa per gli abbattimenti

Sono gli interventi di Andrea Monaco ricercatore Ispra e di Giampiero Sammuri presidente di Federparchi a sottolineare come «la riduzione drastica dei daini nel Parco Nazionale del Circeo non può che prescindere dagli abbattimenti, pratica regolarmente adottata in aree laddove sono presenti come in Toscana, Emilia, Liguria – spiega Monaco –. La normativa vigente prevede che quale specie non autoctona è cacciabile e controllabile, e classifica i daini quali animali pericoli. Il piano presentato dal Parco del Circeo nel 2017 è risultato perfettamente in linea, ottenendo tutti i pareri favorevoli». La questione di specie animali introdotte in territori d’origine non riguarda solo Sabaudia. «In Italia il contenimento degli ungulati viene attuato anche presso il Parco dello Stelvio per quanto riguarda i cervi e nel Parco dell’arcipelago toscano per i mufloni. In entrambi i casi il loro controllo avviene tramite l’abbattimento di capi giudicati in esubero. Per quanto riguarda i daini poi, vale la pena evidenziare come nel parco regionale della Maremma tra il 2000 ed il 2020 sono stati abbattuti oltre 3000 esemplari».

La linea operativa dell’Ente Parco

Seppur non ci sono tempistiche che disciplinano l’entrata in vigore del piano, entro fine anno avverranno i primi abbattimenti nell’ambito di uno screening sanitario su un centinaio di esemplari. «Oltre agli abbattimenti, laddove sarà possibile, verranno analizzate le carcasse degli daini morti dagli incidenti stradali. È una iniziativa necessaria, legata alle successive azioni, comprese le adozioni, per escludere possibili controindicazioni di carattere sanitario», dichiara Ester Del Bove, direttore facente funzione del Parco. «Oggi la foresta del Parco del Circeo è un ambiente povero – spiega Daniele Paoloni dell’Istituto Oikos –. Abbiamo la possibilità di confrontare due aree di foresta dove in una sono presenti i daini e nell’altra no. La differenza del sottobosco è lampante. Dove sono presenti si registra la loro presenza il sottobosco è praticamente scomparso. Inoltre le fototrappole hanno rivelato daini, cinghiali e volpi; nient’altro. Sono assenti piccoli mammiferi come tassi ed istrici e la ragione è da imputare al brucare dei daini. Seppur dicendo che nel Parco Nazionale del Circeo non c’è alcuna possibilità che si apra la caccia, la soluzione dell’abbattimento diretto, tra quelle sul tavolo, è senza dubbio la migliore».

Simone Tosatti


 


Contenuto Sponsorizzato