Ignoto esito delle analisi di settembre

Discarica di Albano, l'Arpa Lazio si attarda nelle analisi di 7 pozzi spia FOTO

In primo piano, il VII invaso della discarica di Albano
Tommaso Aureli, funzionario dell'Arpa Lazio
Sergio Ceradini, un dirigente dell'Arpa Lazio
L'area dell'ex TMB, il frullatore di rifiuti indifferenziati al posto del quale potrebbe sorgere un biogas da 80mila tonnellate
Consigliere comunale di Albano, Marco Moresco
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L’Arpa Lazio (Agenzia Regionale di Protezione Ambientale) procede a passo di lumaca. Ad ottobre i tecnici regionali Arpa dovrebbero eseguire i nuovi controlli mensili sui pozzi di controllo interni alla discarica di Albano, ma non hanno ancora reso pubbliche tutte le risultanze delle verifiche effettuate nel mese di settembre. Difatti, finora l’Arpa Lazio ha inviato al comune di Albano solo le risultanze delle analisi eseguite, nel mese di settembre, su 4 pozzi di controllo (A, F1bis, B e D) che tra l’altro mostrano, in modo inequivocabile, una concentrazione di 4 elementi chimici (arsenico, floruri, triclorometano e dicloropropano) superiore ai limiti massimi di legge, in particolare gli sforamenti accertati sono 6. Mentre per conoscere lo stato delle acque degli ulteriori 7 pozzi interni all’immondezzaio (L, G, H, N, E, I bis e C bis) – campionate sempre a settembre - si dovrà attendere, per cause ignote, un tempo indefinito. Quello che è certo è che per almeno 6 di questi pozzi l’Arpa Lazio (Agenzia Regionale di Protezione Ambientale) ha eseguito i prelievi tra il 15 e il 16 settembre, ma le certezze, per il momento, finiscono qui. Sono ignoti, al momento, lo ripetiamo, i motivi di tale ritardo dell'Arpa Lazio. 

RISULTATI SOLO PARZIALI

Quindi sono solo parziali i risultati dei prelievi mensili (relativi al mese di settembre) effettuati dai tecnici regionali nell’immondezzaio castellano perché, lo ricordiamo, riguardano solo ed esclusivamente 4 pozzi su 10 sottoposti a monitoraggio. Tali dati parziali sono stati trasmessi il 12 ottobre al comune di Albano e poi da quest’ultimo subito pubblicati sulla pagina trasparenza comunale. Tutte le analisi sono state trasmesse da Arpa Lazio anche alla Città Metropolitana di Roma, guidata ancora dalla sindaca della Capitale Virginia Raggi, a Wanda D’Ercole e Vito Consoli, responsabili dell’Ufficio Rifiuti della Regione Lazio, e al Ministero della Transizione Ecologica. I cittadini, associazioni e comitati sono a dir poco indispettiti da questo ennesimo ritardo nella pubblicazione dei risultati delle analisi relative ai 7 pozzi mancati e non escludono di rivolgersi ancora alla magistratura, come già avvenuto nel recente passato.

MORESCO: “NON DIMENTICHIAMO IL POZZO C BIS. ATTENDIAMO NOTIZIE DA ARPA”

Poi c’è la questione, ancora aperta, del settimo ed ulteriore pozzo, il C bis: “A questo punto – ci racconta Marco Moresco, consigliere comunale di opposizione di Albano - attendiamo di sapere se e quando l’Arpa Lazio tornerà a prelevare acqua anche nel pozzo C bis, situato a ridosso dell’area su cui si trova l’ex TMB, il frullatore per rifiuti indifferenziati andato in fiamme il 30 giugno 2016, al posto del quale potrebbe ora sorgere il maxi-biogas da 80mila tonnellate all’anno. Ricordo che il prelievo di acqua in questo pozzo era saltato, il 16 settembre scorso, a causa di una pompa rotta e – a quanto ci risulta – mai più eseguito. Attendiamo notizie in merito da Arpa Lazio”.
















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