Grazie agli storici del posto

Il libro "Le Mura Poligonali" racconta il passaggio di Goethe ai Castelli Romani

Nel volume “LE MURA POLIGONALI. Atti Del Settimo Seminario” compare anche un articolo di Maria Cristina Vincenti, l'archeologa di Ariccia esperta di storia antica locale, che ricostruisce il passaggio di Wolfgang Goethe ai Castelli Romani. Lo scorso 20 settembre ad Alatri, in occasione della presentazione del progetto "Le Mura del mito, città con mura megalitiche dell'Italia Centrale" a Patrimonio dell'Unesco, è stato proposto all’attenzione del pubblico il pregevole volume “Le Mura Poligonali. Atti Del Settimo Seminario”, a cura di Luca Attenni, archeologo di Lanuvio (direttore dei Musei di Lanuvio e di Alatri) ed edito dalla Valtrend, già presentato ad Albano Laziale, presso la Fiera della Piccola Editoria, da Massimiliano Valenti e Daniele Baldassarre. Il volume degli atti del settimo seminario raccoglie gli interventi di eminenti studiosi che hanno partecipato ad un convegno tenutasi ad Alatri il 29 e 30 novembre 2019, organizzata dall’Assessorato alla Cultura con il contributo del Consiglio Regionale del Lazio.

Agli inizi del XIX secolo l'interesse per questi centri, in Italia e nel Lazio in particolare, coinvolse quasi esclusivamente i “viaggiatori di scoperta” che, pur di analizzare le imponenti strutture in poligonale, affrontarono viaggi difficoltosi a causa della carenza di infrastrutture viarie e di accoglienza. Tra il 1808 e il 1809 John Izard Middleton, Edward Dodwell e sir Grenville Temple si recarono in varie località del Lazio per confermare l'ipotesi di Petit Radel di un'origine pelasgica delle città saturnie. Di questo itinerario Middleton ha lasciato numerosi disegni così come Dodwell che, durante i suoi viaggi, ne realizzò circa 400. Sia Middleton nel 1812, che Dodwell poi nel 1834, pubblicarono inoltre opere sulle mura ciclopiche in relazione al mito dei Pelasgi.

 

Nella seconda parte del volume è contenuto anche l’articolo dal titolo “Il Viaggio in Italia. Associazione Europea dei viaggi di Goethe-Grand Tour” di Maria Cristina Vincenti. Con una interessante messa a fuoco la Vincenti ricostruisce - attraverso il carteggio, le opere e i disegni di Goethe, e quanto pubblicato sul grande letterato tedesco - il suo passaggio ai Castelli Romani. Gli schizzi in particolare ci mostrano su quali luoghi si è soffermata la sua attenzione, come nel caso del monumento dell’Appia Antica “Tomba degli Orazi e Curiazi presso Ariccia”, o del Parco Chigi con “Ingresso a Villa Chigi ad Ariccia”, o della “Località collinosa presso Velletri”, la Villa Grazioli denominata in un disegno “Villa Reifenstein a Frascati”, il “Convento dei Cappuccini presso Albano”, e ancora Ariccia vista dalla valle nel disegno “Panorama ad Ariccia”, per concludere con un “Paesaggio di Nemi” e con le descrizioni della villa detta Delizia Carolina a Castel Gandolfo, dove Goethe soggiorna nel 1788. La parte finale del contributo si sofferma sugli occorsi che hanno portato alla fondazione dell’Associazione Culturale Europea dei Viaggi di Goethe - Grand Tour con sede presso la Locanda Martorelli - Museo del Grand Tour di Ariccia, avvenuta nel 2019 con l’intento di candidare l’itinerario goethiano al consiglio D’Europa. All’associazione hanno aderito sinora 13 comuni tra cui lo stesso Alatri con le sue magnifiche mura poligonali. Ma il viaggio è ancora lungo e, come mostra la carta generale dell’itinerario proposto, i comuni da coinvolgere sono ben 72 dal Brennero alla Sicilia. I Castelli Romani, pronti per decollare a breve come destinazione turistica, si pongono proprio al centro di questo itinerario, con le “ville più belle”, la loro “natura da studiare”, dove “ad ogni passo si offrono al disegnatore dei soggetti stupendi... oltre agli alberi sempre verdi” e “il paesaggio ha delle tonalità di una bellezza rara”.










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