Giudici emettono decisione provvisoria

Discarica di Albano, Tar Lazio respinge le richieste del comune, per il momento

I giudici amministrativi della II sezione quater del Tar del Lazio hanno respinto  (almeno temporaneamente) le richieste avanzate dal comune di Albano che si era opposto alle tre ordinanze, due della sindaca di Roma Raggi ed una del Governatore del Lazio Zingaretti, che avevano imposto il riavvio della discarica di Albano che dal 2 agosto riceve i rifiuti capitolini. Il collegio ha emesso quella che in gergo tecnico si chiama ordinanza con cui ha respinto solo e soltanto la richiesta di sospensiva delle tre ordinanze avanzata dal municipio, quella del Tar quindi è una decisione provvisoria. I giudici non hanno rigettato le ragioni alla base dell'intero ricorso. In sostanza, i giudici hanno rinviato la pubblicazione della sentenza di primo grado, attesa entro presumibilmente il prossimo autunno, dopo le elezioni di Roma che si svolgeranno il 3 e 4 ottobre. L'ordinanza è stata pubblicata poco fa. Il collegio è composto dai giudici: Francesco Riccio, Marco Bignami e Luca Iera. Stamattina c'è attesa per la discussione anche del ricorso presentato a fine luglio dal comune di Ardea.  

IL SINDACO DI ALBANO

"Il Tar - dichiara il sindaco di Albano, Massimiliano Borelli - ha respinto la nostra richiesta di domanda cautelare per la chiusura della discarica di Roncigliano. 
Le motivazioni le potete leggere nell'immagine allegata.  Come Sindaco, in queste settimane sono stato  spesso presente al sito di discarica, mettendoci la faccia e prendendomi applausi e fischi. Dire che sono molto amareggiato è riduttivo. 
Le motivazioni che hanno scritto i giudici del TAR le rispetto ma non le condivido affatto. L'evidenza dei fatti dimostra che non c'è stata alcuna istruttoria preventiva, perchè in questi ultimi 4 anni nessuno ha bonificato il sito, e vi era una sola relazione Arpa aggiornata. I rifiuti conferiti, se stiamo alle analisi fatte dalla stessa ARPA, non erano conformi, e quelle sulle falde ancora non sono arrivate. Continuiamo a credere che non sia sufficiente un monitoraggio a posteriori, oltretutto con questa cadenza.
Chissà quanto abbia pesato il continuo e martellante grido di disperazione proveniente dal Campidoglio. Si è arrivati addirittura ad evocare la riunione del G20 per avere la necessità di nascondere l'immondizia romana sotto il tappeto di Roncigliano. Adesso è questa la preoccupazione: che questo diventi un alibi per conferire immondizia anche non trattata. Dovremo alzare ancora di più il livello di attenzione, ed incalzare le istituzioni preposte a fornire dati aggiornati e puntuali, per poter intervenire, come recita il dispositivo della sentenza".