La Asl di Latina mette i "paletti"

Nuove regole per le visite in ospedale: un parente a paziente, stop ai regali

Massimo un visitatore per ogni ricoverato. I tempi in cui tutta la famiglia o interi gruppi di amici si recavano in ospedale a salutare e a portare conforto a un loro caro sono finiti. Addio capannelli attorno ai letti e stanze affollatissime.

Cambiano le regole per l'accesso agli ospedali pontini e questa è solo una di quelle fissate dall'Asl di Latina nel regolamento per l'ingresso a tutte le strutture sanitarie e amministrative aziendali appena approvato. Un'iniziativa presa con l'obiettivo di tutelare la salute, la sicurezza, la privacy e in generale il benessere dei pazienti, oltre che la salvaguardia delle strutture.

L'Asl ha stabilito inoltre che chi fa visita a un paziente deve rispettare le norme igieniche. Devono essere indossati indumenti puliti, è vietato sedersi sui letti, non bisogna offrire sigarette ai degenti né portare loro cibo, bevande o medicinali. È vietato pure parlare ad alta voce e soprattutto recarsi in ospedale se si hanno patologie trasmissibili.

No poi all'introduzione di "oggetti che non rientrino nella categoria della semplice cortesia e che comunque possano disturbare la permanenza di altri degenti". Insomma la tv sul comodino è destinata a restare un lontano ricordo. E chi trasgredisce rischia di doversela vedere con le forze dell'ordine.

Stesse regole anche per medici, infermieri e altri dipendenti, che hanno libero accesso solo quando sono in servizio. Un familiare o un volontario, al di fuori dell'orario di visita, possono invece assistere un paziente ricoverato se minore di 14 anni o se ha particolari esigenze di assistenza. Ma l'accesso deve essere comunque autorizzato.

Chi di professione aiuta i degenti, dunque che si reca in ospedale perché retribuito, deve essere autorizzato dall'Asl a esercitare tale lavoro ed essere inserito in degli appositi elenchi. Arrotondare lo stipendio o direttamente lavorare in nero all'interno delle corsie non è più possibile. Tanto che chi svolge tali attività dovrà anche avere una polizza per responsabilità civile verso terzi con un massimale minimo di 500mila euro.

Regole precise infine per le associazioni di volontariato, i tirocinanti, gli informatori medico-scientifici e pure per le troupe che intendono effettuare riprese cinematografiche, trasformando ambulatori e reparti in un set.






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