“L’acqua già oggi non è più potabile”

Riapertura della discarica, alla Raggi risponde anche il sindaco di Ardea

La sindaca di Roma Virginia Raggi non ha voluto ascoltare nemmeno le ragioni dei sindaci della provincia di Roma della sua stessa area politica - come quelli di Ardea, Pomezia e Marino - che nei giorni scorsi l'hanno chiamata, ed ha firmato l’ordinanza che condanna il comune di Albano a divenire la pattumiera della Capitale. L’ordinanza porta la data di ieri, 14 luglio, è arrivata al comune di Albano oggi 15 luglio con il numero di protocollo 107903. A rispondere alla sindaca Raggi, per primo, è proprio Mario Savarese, primo cittadino di Ardea: “Discarica di Abano? - scrive Savarese sui suoi profili social - solo sulla carta! Ci sono MONTAGNANO e VILLAGGIO ARDEATINO nel cerchio ROSSO, ed è l'acqua dei loro rubinetti che oggi non è più potabile”.

IL COMUNE DI ALBANO

Anche Massimiliano Borelli, sindaco di Albano, risponde duro a Virginia Raggi, sindaca di Roma, non appena l'ordinanza capitolina che pretende di riattivare la discarica albanense (chiusa e senza autorizzazioni in corso da oltre 5 anni) è giunta in Municipio, preannunciando una battaglia giudiziaria senza esclusione dei colpi, forte del sostegno dei sindaci di bacino e dei cittadini, associazioni e comitati territoriali, mai uniti come in questo momento. "Virginia si sveglia a mezzanotte - annuncia il sindaco di Albano Borelli - e a mezzanotte e qualche minuto fa protocollare l’ordinanza per riaprire la discarica di Albano. Pensa così di aver fatto i compiti a casa, quelli assegnati dal Ministero, che dovrebbe fare da facilitatore per aiutare a trovare soluzioni sostenibili ai danni causati dalla Raggi a Roma, ed invece prova a fornirgli l’alibi. Faremo anche noi i compiti: studieremo bene l’ordinanza che impugneremo al TAR. Restiamo convinti che il metodo usato rimane inaccettabile. Non c’è stato nessun confronto con i territori, ma solo l’arroganza di chi si sente immune solo perché è il sindaco della Capitale. E quando non basta, ci si ricorda di avere anche la carta intestata della Città Metropolitana. Ieri, la presenza di tanti Sindaci prima dal Prefetto e poi fuori al Campidoglio ( e non ammessi in aula Giulio Cesare ) è stata la prima forte ed unitaria risposta a questo atto ostile. Una pugnalata inferta ai tanti Comuni che con fatica da anni hanno lavorato per ridurre l’indifferenziata a frazioni minime, per le quali sarebbe sufficiente anche l’attuale impiantistica presente nella nostra Regione. Invece Roma ha gettato 5 anni al vento".






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