Riattivazione della discarica

Albano, Borelli a Raggi: Ricorso al Tar contro ordinanza suggerita dal Ministero FOTO

Faccia a faccia Borelli - Raggi, ieri, mercoledì 14 luglio in Campidoglio
Massimiliano Borelli, sindaco di Albano, ieri in Campidoglio
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Massimiliano Borelli, sindaco di Albano, risponde duro a Virginia Raggi, sindaca di Roma, non appena l'ordinanza capitolina che pretende di riattivare la discarica albanense (chiusa e senza autorizzazioni in corso da oltre 5 anni) è giunta in Municipio, preannunciando una battaglia giudiziaria senza esclusione dei colpi, forte del sostegno dei sindaci di bacino e dei cittadini, associazioni e comitati territoriali, mai uniti come in questo momento.

"Virginia si sveglia a mezzanotte - annuncia il sindaco di Albano Borelli - e a mezzanotte e qualche minuto fa protocollare l’ordinanza per riaprire la discarica di Albano. Pensa così di aver fatto i compiti a casa, quelli assegnati dal Ministero, che dovrebbe fare da facilitatore per aiutare a trovare soluzioni sostenibili ai danni causati dalla Raggi a Roma, ed invece prova a fornirgli l’alibi. Faremo anche noi i compiti: studieremo bene l’ordinanza che impugneremo al TAR. Restiamo convinti che il metodo usato rimane inaccettabile. Non c’è stato nessun confronto con i territori, ma solo l’arroganza di chi si sente immune solo perché è il sindaco della Capitale. E quando non basta, ci si ricorda di avere anche la carta intestata della Città Metropolitana. Ieri, la presenza di tanti Sindaci prima dal Prefetto e poi fuori al Campidoglio ( e non ammessi in aula Giulio Cesare ) è stata la prima forte ed unitaria risposta a questo atto ostile. Una pugnalata inferta ai tanti Comuni che con fatica da anni hanno lavorato per ridurre l’indifferenziata a frazioni minime, per le quali sarebbe sufficiente anche l’attuale impiantistica presente nella nostra Regione. Invece Roma ha gettato 5 anni al vento".