«Il dirigente non ci ha fatto parlare!»

Discarica alla Cogna: cittadini azzittiti in Regione annunciano denuncia

L'ing. Giacomo Castro, della Latium Vetus, una delle associazioni contrarie alla discarica Paguro
La cava dismessa dove vorrebbero fare la discarica da 750mila metri cubi (quanto 120 palazzi da 10 piani)
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Aria pesante oggi nella Conferenza dei servizi sul caso Paguro, ossia il tavolo tecnico istituzionale chiamato a decidere sul progetto di discarica in zona La Cogna, ad Aprilia confine con Tor San Lorenzo (Ardea) e poco distante da Anzio (Lido dei Pini).

BAVAGLIO AL POPOLO?

I cittadini lamentano di essere stati “imbavagliati”. «È stato precluso l'intervento di qualsiasi comitato, associazione e cittadino benché ammessi alla Conferenza dei servizi – si duole Rosalba Rizzuto, geologa che ha presentato articolate e documentate osservazioni sul progetto Paguro con altri tecnici, comitati e associazioni di Aprilia -. Di solito i cittadini vengono ascoltati in queste sedi, mentre qui non contano. Il dottor Consoli (il dirigente regionale presidente della Conferenza dei servizi, ndr) ha replicato piccato che lui fa tutto secondo legge e che va bene così. Io – sottolinea la dottoressa Rizzuto – ho comunque chiesto la parola e ho precisato che comunque la decisione di non far parlare i cittadini era stata presa a seguito di una richiesta della Paguro che chiedeva al presidente della Conferenza, il dottor Vito Consoli, di considerare come uditori i cittadini e che gli unici titolati a prendere parola sono gli enti e la società che propone il progetto»

«SU ALTRI PROGETTI CI HANNO FATTO PARLARE»

«Ma come cittadini contestiamo questo, anche alla luce delle esperienze in altre Conferenze dei servizi, come ad esempio quella sulla turbogas o sulla discarica a Colli del Sole (vicino Casalazzara, ndr): in quelle sedi ci è sempre stata data la possibilità di esprimerci e replicare a quello che veniva sostenuto per mostrare i benefici e le caratteristiche dei progetti. Ma ora ci dicono che questa preclusione sarebbe a norma di legge. Cioè sarebbe normale e giusto lasciare senza parola il cittadino. Ci dicono che la massima trasparenza sta nel farci partecipare a questi tavoli e di esprimerci mediante lettera scritta- Ma poi dobbiamo tacere! Comunque ci faremo sentire continuando a scrivere per difendere i nostri territori, la nostra salute, le nostre falde idriche, il nostro ambiente. A noi sembra una scrittura del verbale sotto dettatura con un botta e risposta tra Consoli e Paguro». Cosa avrebbero voluto dire i cittadini oggi in questo importante incontro su questo delicato progetto?

SILENZIO SU ARIA E ACQUA?

«Ad esempio, nessuno parla dell'acqua che questo impianto per smaltire rifiuti succhierà e della qualità dell'aria. A parte l'assessora Sonia Modica di Ardea, che ha sottolineato come la presenza di questa discarica a 800 metri dai Giardini della Landriana procurerebbe una variazione del microclima locale modificando habitat ed ecosistema della zona provocando anche emissioni odorigene (puzze, ndr) sfavorevoli al turismo ormai consolidato nei giardini della Landriana, anche dall'estero». Adesso si andrà alla terza seduta della Conferenza dei servizi nella quale, come di rito, dovrebbe essere espressa la decisione della Regione Lazio, come da prassi.

«VALUTEREMO SE DENUNCIARE PER ABUSO D'UFFICIO»

Sconcertato anche l'ingegner Giacomo Castro, presidente dell'associazione Latium Vetus di Pomezia, che ha deciso di opporsi in prima linea anche a quest'altra operazione che – a detta loro – minaccia gravemente il territorio e quel che resta dell'Agro romano. «Ho chiesto la parola e mi è stata negata!», tuona l'ing. Castro, che ha presentato anch'egli con la sua associazione dettagliate osservazioni contro la discarica alla Cogna. 1Cosa è questa novità? Il dottor Consoli dice che ha sempre fatto così, ma ho chiesto di mettere a verbale che mi è stato negato il diritto di parola. Per la prima volta dopo decine di Conferenze dei servizi cui ho partecipato finora, e ho annunciato la mia intenzione di presentare una denuncia penale per abuso di ufficio, dopo aver sentito ovviamente i nostri avvocati. Di sicuro qui c'è un vulnus: gli enti territoriali amministrano determinati interessi e i cittadini ne portano avanti altri, che sono gli interessi diffusi e non capisco dove stia scritta questa metodologia di non lasciare parlare i rappresentanti della popolazione e del territorio».

GLI ENTI PRESENTI E ALTRI SOGGETTI CONNESSI ON LINE

All'incontro, tra gli altri, erano presenti: la Provincia di Latina, il Comune di Aprilia con l'architetto Marco Paccosi, il Comune di Ardea con l'assessore Sonia Modica e il consigliere Marcello Grillo delegati dal Sindaco. «Ha parlato una voce femminile collegata via internet con un account a nome “Fabio Altissimi” - riferisce l'ing. Castro presente all'incontro -, ma pure tale dottoressa Meloni, mentre non ho notato la Asl di Latina, non c'era come preannunciato il Ministero dei beni culturali che comunque, attraverso la Soprintendenza che comunque ha ribadito il proprio parere negativo con una nota inviata dalla direttrice Paola Refice. «E basterebbe questo a far bocciare il progetto – sottolinea il presidente di Latium Vetus, profondo conoscitore dell'archeologia e del paesaggio di quest'area, oltre che tecnico -, perché quella è un'area vincolata. In ogni caso, credo che il non averci fatto esprimere oggi potrebbe essere un ulteriore motivo di ricorso amministrativo innanzi al Tar. Avevamo delle cose da dire e non ci è stato dato modo di discuterne, avevamo dei dubbi e ci è stato negato il diritto di parlarne. Ci hanno azzittiti».

«GRAVE PRECEDENTE»

Questo costituisce un grave precedente: d'ora in avanti i cittadini potranno essere silenziati, in Conferenza dei servizi, di fronte ai monologhi dei tecnici e degli avvocati delle società provate che propongono i progetti? Quantomeno si configura un dubbio di abuso da parte della Regione nel non farci esprimere nell'esercizio di un legittimo interesse diffuso, sul quale abbiamo presentato ufficialmente delle osservazioni. Abbiamo assistito a uno spettacolo grave. Hanno silenziato il popolo. Che trasparenza è questa?». Ora si attende la prossima Conferenza dei servizi, che dovrà essere convocato entro i prossimi 90 giorni. Salvo ulteriori proroghe e cavilli. Nel frattempo, il 13 luglio è prevista la camera di consiglio al Tribunale amministrativo regionale del Lazio sul ricorso presentato dalla Paguro contro il parere negativo della Soprintendenza. 






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