Pressing sulla Commissione Rifiuti Lazio

Albano, 2600 cittadini chiedono la revoca delle autorizzazioni della discarica

In un solo mese, l'associazione Salute Ambiente di Albano ha raccolto 2600 firme (un record, specie in tempi di Covid) a sostegno della richiesta di revoca immediata ed urgente delle autorizzazioni che garantiscono il riavvio della discarica di Albano. Autorizzazioni illegittime, secondo i cittadini, perché rilasciate - così sostengono -  senza tener conto di una interdittiva antimafia della Prefettura di Roma del 2014 confermata in via definitiva dal Consiglio di Stato nel 2017 che pende sulla società Pontina Ambiente (Gruppo Cerroni), proprietaria del sito. La richiesta formale di revoca è stata inviata per la prima volta all'Ufficio Rifiuti Lazio il 12 aprile scorso poi una seconda il 16 aprile e, in particolare, a Vito Consoli responsabile dell'Area rifiuti regionale che è succeduto alla grande ex, Flaminia Tosini, arrestata per corruzione ed ora sotto processo per il caso della discarica di Roma a Monte Carnevale. 

LA MOSSA DI CONGOLANI

Proprio dell'immondezzaio albanense, situato a ridosso del comuni di Ardea ed a due passi da Pomezia, si è tornati a parlare di recente, dopo che il ministro alla Transizione Ecologica Roberto Cingolani ha paventato su vari quotidiani nazionali (Corriere della Sera, Messaggero, Tempo, etc) l'ipotesi di riapertura della discarica di Albano 'per salvare' Roma dalla crisi dei rifiuti in cui è piombata per l'ennesima volta. Una richiesta, quelle del ministro, a cui hanno risposto per le rime 8 sindaci - primi tra tutti Massimiliano Borelli di Albano e Mario Savarese di Ardea - presenti all'assemblea pubblica convocata dalla stessa associazione davanti i cancelli d'ingresso della discarica sabato scorso, 19 giugno. 

PRESSING SULLA COMMISSIONE RIFIUTI LAZIO

L'associazione Salute Ambiente Albano ha inviato stamattina a Marco Cacciatore, Presidente della Commissione Rifiuti Lazio, la richiesta di convocazione di una nuova e seconda seduta della Commissione Rifiuti Lazio, alla presenza di Vito Consoli, dopo la prima assise dell'8 aprile, affinchè lo stesso Consoli risponda formalmente alla richiesta dei cittadini.

IL COMUNICATO STAMPA

"2600 VOLTE GRAZIE AI CITTADINI/E - scrive l'associazione in un comunicato stampa - che (in un solo mese, con il solo passaparola, durante il Covid!) hanno firmato i moduli di raccolta-firme e rafforzato la nostra richiesta unanime di revoca delle autorizzazioni rilasciate dall’Ufficio Rifiuti Lazio nel 2019 (allora guidato da Flaminia Tosini, ora sotto processo per presunta corruzione) alla società Pontina Ambiente (gruppo Cerroni) che garantiscono il riavvio della discarica di Albano. Autorizzazioni rilasciate in barba ad una interdittiva antimafia della Prefettura di Roma nel 2014 resa definitiva da una sentenza del Consiglio di Stato del 2017, ma soprattutto senza coinvolgere gli Enti pubblici preposti alla tutela di salute e ambiente: i due comuni di Albano ed Ardea, la Città Metropolitana di Roma, la Asl Roma 6, l’Arpa Lazio nonché i cittadini, associazioni e comitati territoriali che da anni si battono per una gestione del ciclo dei rifiuti sostenibile a livello igienico-sanitario e ambientale. Forti di questo risultato, questa mattina – martedì 22 giugno – abbiamo inviato le 2600 firme ai due comuni di Albano ed Ardea nonché a Marco Cacciatore, presidente della Commissione Rifiuti Lazio, affinché proceda a convocare quanto prima in Commissione per un secondo faccia a faccia Vito Consoli, nuovo capo dell’Ufficio Rifiuti Lazio dopo l’arresto della Tosini, affinché risponda FORMALMENTE ALLA ISTANZA DI REVOCA DELLE AUTORIZZAZIONI che abbiamo depositato in Regione il 12 aprile! Chiediamo che al faccia a faccia in Commissione siano presenti anche i due municipi! Avevamo inviato a Consoli una istanza analoga già una prima volta, il 12 aprile, poi ancora una seconda volta il 16 aprile, insieme ad altre 17 associazioni e comitati territoriali. Finora, Vito Consoli ci ha risposto con un solo sms, in cui si dichiarava oberato di lavoro: gli crediamo e sappiamo che è vero, ma ora è l’ora di una sua risposta formale ed ufficiale. È utile ricordare che il suggerimento di procedere in tal senso, ossia di depositare una richiesta formale di revoca in autotutela delle autorizzazioni della discarica di Albano all’Ufficio Rifiuti Lazio, ci era stata suggerita dallo stesso Consoli nel corso della seduta della Commissione Rifiuti Lazio dell’8 aprile scorso, in cui la nostra associazione è stata audita insieme allo stesso funzionario. Menzione e ringraziamento speciale per l’associazione Pavona per la Difesa della Salute, per la presidente Oriana Pacciani, la vicepresidente Adriana Salari e il consigliere Marco Moresco di Albano che hanno raccolto ben 600 delle 2400 firme: GRAZIE!"