«Abc la decisione più coraggiosa»

Damiano Coletta racconta i suoi cinque anni da sindaco con "Latina è" FOTO

Ripercorrere cinque anni di legislatura e tracciare la via maestra per il prossimo futuro; il tutto messo nero su bianco sulle pagine di “Latina è”. Così il sindaco di Latina Damiano Coletta ha voluto presentare il bilancio di fine mandato davanti alla cittadinanza, a cinque anni esatti dalla vittoria elettorale che lo ha portato ad indossare la fascia tricolore del capoluogo. «Abbiamo deciso di redigere un testo esplicativo a favore della cittadinanza incentrato sul lavoro svolto durante la legislatura e che trae origine dal rendiconto finanziario del comune di Latina; un documento che gli amministratori sono tenuti a trasmettere agli organi centrali.

“Latina è" è ”un volume fatto di fotografie, numeri, persone e scelte politiche che racconta le sfide vinte da questa amministrazione»; ha spiegato Vincenzo Abbruzzino, capo di gabinetto di Coletta, nell’introdurre l’incontro pubblico organizzato nei giardini comunali. Ci ha pensato il vice sindaco Paola Briganti ad entrare nel dettaglio sciolinando i risultati che Lbc e Coletta mostrano come medaglie sul petto, con i temi che «per semplicità» sono stati racchiusi in tre macro aree secondo la visione della città dell’oggi e del domani. “Latina città dei diritti”, per cui l’amministrazione si è impegnata a favore della trasparenza dei processi amministrativi e dei controlli anti corruzione e per cui «sono state perseguite azioni di standardizzazione dei processi, nella digitalizzazione e nella valorizzazione del personale – spiega Briganti –. Ciò ha permesso di azzerare la discrezionalità quale criterio incidente a cui invece si faceva abbondantemente ricorso nelle gestioni precedenti»; “Latina città di tutti” attraverso un nuovo impulso alla riscoperta del sentimento del bene comune, valorizzando il patrimonio degli edifici e dei luoghi pubblici «fornendo sempre maggiori servizi ai cittadini per raggiungere l’obiettivo primario dell’interesse collettivo» con gli investimenti per la mobilità sostenibile e la raccolta differenziata quali biglietti da visita; e infine la “Latina città futura”, strizzando l’occhio alle potenzialità turistiche, per una visione di città che la ricollochi nel contesto nazionale ed europeo, dopo le esperienze amministrative terminate anticipatamente e le gestioni commissariali. «La nostra amministrazione è nata come rifiuto della politica del passato – ha concluso Briganti –. Oggi siamo orgogliosi della Latina che lasciamo e dell’eredità amministrativa che siamo in grado di esprimere in termini di metodo».

Spetta al sindaco Damiano Coletta il bilancio politico. Un Coletta soddisfatto che ha rivendicato il risultato di portare a termine l’intero mandato secondo la naturale durata. «Può sembrare banale ma visti i precedenti, completare i cinque anni amministrativi, peraltro con una squadra completamente nuova, va considerato il primo risultato politico raggiunto e che ci eravamo prefissati». Una città diversa rispetto a quella presa al momento delle elezioni, spiega Coletta, per cui «man mano che ci siamo trovati a cambiare le pagine, alla fine abbiamo cambiato l’intero libro» e con l’istituzione dell’Azienda bene comune deputata alla gestione dei rifiuti citata tra gli interventi più significativi del mandato. «È stata un decisione presa in corsa e che ha richiesto non poco coraggio vista la situazione in cui si trovava la Latina ambiente. Parliamo di una condizione altamente debitoria, con i dipendenti a rischio e per la quale abbiamo affrontato vicende giudiziarie fino al consiglio di stato. Una sfida vinta anche in termini occupazionali considerato che siamo riusciti ad incrementare l’organico di cinquanta unità, peraltro sotto pandemia». Covid che ha condizionato l’azione amministrativa. «Proprio in quel momento ho capito quanto fosse importante il ruolo di sindaco come guida, tanto sotto l’aspetto informativo per l’evoluzione della situazione pandemica sia per i comportamenti da tenere secondo i vari DPCM che via via entravano in vigore. È stato un periodo complicato ma non solo per me; dove gli strumenti della mia cassetta professionale mi sono tornati molto utili ed il gioco di squadra è risultato fondamentale per vedere la luce e guardare con ottimismo ai prossimi mesi».