A luglio le prime visite in presenza

Resti umani, parco archeologico del Neanderthal al Circeo e visite virtuali FOTO

Gli scavi archeologici del Circeo sono destinati a rivoluzionare la storia del nostro territorio e non solo. L’incontro organizzato per mostrare per la prima volta le immagini delle ricerche è stata l’occasione per effettuare un punto dei tesori riportati alla luce. Le ricerche nella grotta Guattari sono riprese nel 2019, esattamente 80 anni dopo la scoperta del cranio del Neanderthal da parte di Carlo Alberto Blanc. «Ricerche svolte in maniera completamente diversa rispetto al passato grazie all’utilizzo di tecniche all’avanguardia e mai usate prima sul sito», ha specificato la soprintendente Paola Refice; non solo, gli scavi si sono allungati in porzioni della grotta mai visitate prima, tra cui quella del laghetto, così denominata per la presenza di un bacino d’acqua, asciutto nel periodo caldo. Proprio quest’area si è rilevata incredibilmente ricca, con una sezione di circa 70 centimetri contenente oltre 1000 reperti faunistici e 24 resti umani, appartenenti a diversi individui Neanderthaliani – ha spiegato il funzionario Francesco Di Mario, archeologo impegnato in prima persone nelle ricerche –. Evidenze che certificano come la grotta fosse una tana delle iene, confermato anche dallo stato di alcuni reperti ossei palesemente rosicchiati». Non solo, gli scavi si sono protratti anche all’esterno dove è emersa una spiaggia fossile risalente a 125mila anni con evidenza di frequentazioni umane. Un aspetto determinante che ci permette di arrivare a delle conclusioni preliminari, ovvero: è la iena e non il Neanderthal l’attore principale, il predatore all’interno della grotta; l’uomo troverà più confortevole stazionare all’esterno; i resti del “livello iena” sono concentrati in uno spazio temporale molto stretto di 1000-1500 anni tra i 64 e 65mila anni fa; la previsione di un nuovo percorso di visita della cavità», spiega Di Mario.

Un sito dagli infiniti risvolti e che ricolloca San Felice Circeo nel panorama internazionale e non come meta turistica apprezzata in tutto il mondo ma soprattutto a livello storico e archeologico. «Nel nostro comune in un percorso di due chilometri è possibile fare un viaggio nel tempo, attraversando le diverse ere storiche: dall’uomo di Neanderthal, che possiamo considerare il primo cittadino europeo, attraversiamo monumenti di epoca romana, fino ad arrivare alla Torre dei templari e al centro storico. Già ci stiamo lavorando. Inoltre, quando i tempi lo permetteranno, pensiamo di istituire di un parco archeologico del Neanderthal al Circeo; in attesa ci stiamo predisponendo per organizzare visite virtuali». In conclusione d’incontro la Soprintendente Refice annuncia l’apertura delle prime visite in presenza alla grotta Guattari per piccoli gruppi ed in accordo con gli uffici di Sabaudia a partire da luglio.