Lo studio de La Città degli Alberi

Verso i 273 ettari di fotovoltaico ad Aprilia. "Regolamento? Un'arma spuntata"

In giallo la superficie che potrebbe essere occupata dagli impianti fotovoltaici nel territorio di Aprilia: è grande quasi quanto tutta la città

57 ettari già occupati da impianti fotovoltaici, destinati a diventare 273 – pari all’1,5% del territorio comunale – qualora venissero approvati gli altri progetti in attesa di autorizzazione. La situazione di Aprilia è grave, secondo l’associazione Città degli Alberi, che ha messo su carta tutti gli impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili: ricadono in aree di pregio agricolo.

“Nel consiglio comunale del 12 marzo 2021 l’amministrazione Terra abbia tentato di apporre dei vincoli al territorio agricolo, approvando all’unanimità il regolamento sugli impianti fotovoltaici, immaginiamo allo scopo di impedire che vengano approvati altri progetti da parte dei privati”, spiegano Rosalba Rizzuto e Carmen Porcelli. “La riduzione del suolo agricolo, con il conseguente abbandono delle attività agricole e l’inserimento di elementi estranei al paesaggio consolidato, è un fenomeno che ad Aprilia registra dei pericolosi picchi: il Comune di Aprilia è l’ente che ha registrato il più alto valore incrementale di consumo di suolo nella provincia di Latina”.

I PROGETTI

In questi giorni un privato ha ottenuto l’autorizzazione Unica della Provincia di Latina a realizzarne uno della potenza di 2.625 kW, mentre un altro, ben più grande, in terra e in zona agricola, è in attesa di ottenere l’autorizzazione VIA dalla Regione Lazio: si tratta dell’impianto fotovoltaico Aprilia Solar Plus da 55.180 kW, presentato dalla società Ica One Srl.

Solo il 3 giugno 2021 ha ottenuto l’autorizzazione l’impianto fotovoltaico di via Pantanelle presentato dalla società Green Eleven Srl.

L’ARMA “SPUNTATA”

“Nella richiesta della Ica One Srl, leggiamo che nelle immediate vicinanze al terreno ove si vorrebbe realizzare l’impianto non si fa riferimento al nucleo abitato di La Cogna, mentre nelle more della seduta della Conferenza dei servizi la società si impegna a liquidare gli usi civici facendo venire meno alcuni vincoli, dunque la delibera di consiglio comunale, con la quale sono state localizzate le aree idonee, è un’arma spuntata?”, concludono.