Legambiente documenta e denuncia il caso

Dopo i dischetti dei depuratori, ondata di capsule nere sulle spiagge

Le capsule nere a "fiorellino" rinvenute sulle spiagge pontine
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«Un ennesimo episodio di inquinamento dovuto a dispersione nell'ambiente di masse fluttuanti utilizzate nei depuratori ». C'è chi li segnala da mesi, ma la notizia è esplosa in questi giorni: torna alla ribalta il caso "dischetti dei depuratori" disseminati sulle spiagge. Molti sono convinti che si tratti di elementi utilizzati nei depuratori dei reflui urbani, come già accaduto nel 2018. Capita ancora di trovarne in giro sulla sabbia, mentre la magistratura penale ha avviato un processo nei confronti di 8 personaggi del settore idrico (LEGGI QUI). Stavolta i "misteriosi" oggetti di plastica hanno la forma che ricorda dei fiorellini neri. A denunciare la vicenda sono cittadini e associazioni del Sud pontino che ne hanno raccolti migliaia sul litorale di Formia e Gaeta. Sul caso ha diramato una dura nota anche Legambiente.

LEGAMBIENTE: COLPA DEI DEPURATORI

«Un ennesimo episodio di inquinamento dovuto a dispersione nell'ambiente di masse fluttuanti utilizzate nei depuratori nella ultima fase di trattamento quello segnalato recentemente in questi giorni sul litorale di Vindicio a Formia», afferma il Circolo Sud Pontno dell'associazione ambientalista. «Siamo lieti che vengano nuovamente riaccesi i riflettori su una vicenda non nuova e da noi denunciata più volte, l'ultima il 16 dicembre del 2020 data a cui risale la nostra segnalazione alla quale si aggiunsero alcune precisazioni a conferma del Presidente Provinciale del CNA Balneari Gianfilippo Di Russo e oggetto di nostre ripetute campagne di bonifica fatte negli anni scorsi proprio sulla spiaggia di Vindicio».

IL DOSSIER FOTOGRAFICO

«In quella occasione - sottolinea Legambiente -, oltre a denunciare pubblicamente il ritrovamento, Legambiente documentò fotograficamente il rinvenimento e a raccoglierne una notevole quantità evitando che nuovamente si disperdessero  nell'ambiente creando gravi danni all'ecosistema.Nessun mistero su cosa siano quindi questi piccoli oggetti di plastica neri nuovamente rinvenuti e raccolti sulla spiaggia di Vindicio grazie all'intervento di altri volontari a cui esprimiamo il nostro plauso. Possiamo precisare che si tratta di “Floating bolls”, (capsule flottanti, ndr) quasi certamente del tipo T3, una variante dei dischetti che provocarono il disastro del depuratore di Capaccio».

PROCESSO PENALE PER L'ALTRO CASO

«Come si ricorderà in quelle circostanze Legambiente Sud Pontino fu il Circolo che per primo segnalò e denunciò l'episodio, portando alla individuazione e al rinvio a giudizio presso il tribunale di Salerno, con l'accusa di inquinamento e disastro ambientale, dei probabili responsabili . Confermata questa nostra ipotesi, che si tratti proprio dei citati T3, essi sarebbero stati prodotti negli anni scorsi per la multinazionale francese Veolia che, come per il depuratore di Capaccio (in provincia di Salerno, ndr), detiene diversi brevetti per il trattamento delle acque reflue».

CAPSULE UTILIZZATE DA ACQUALATINA?

«Questa tecnologia - aggiungono gli akbientalisti del Sud pontino - è anche impiegata in alcuni depuratori del nostro comprensorio nelle vicinanze dei ritrovamenti. Legambiente rinnova l'invito alle autorità competenti di fare ora finalmente luce su un episodio di inquinamento ambientale la cui estensione e gravità non è stata accertata e che, come i recenti rinvenimenti hanno messo in evidenza, ha lasciato una traccia indelebile nel nostro ecosistema».  Chi dovesse trovare questi strani oggetti neri con una specie di "petali" forati, può fotografarli, mostrarli sui social, attraverso i mass media e anche fare presente la situazione alle atuorità competenti, giudiziarie e non, così da poter fare luce sulla vicenda. 

 






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