Attraverso le esperienze delle famiglie

Erasmus+, al liceo Picasso i ragazzi di Pomezia e Singen parlano di lavoro

Lontani ma vicini nello spirito. Si è tenuto il 14 aprile il primo incontro del programma Erasmus+, dal titolo "Lavorare e vivere in Europa. L'immigrazione da lavoro ieri e oggi". Protagonisti gli studenti del liceo Picasso di Pomezia e della Hebel Schule di Singen (Baden-Württemberg- Germania), città gemellata con il Comune pometino. L'incontro si è svolto in remoto, a causa delle restrizioni dovute alla pandemia, ma l'auspicio è che presto i ragazzi possano incontrarsi di persona e dare vita a quello scambio culturale che è l'essenza dell'Erasmus+.

Il progetto pone in primo piano una tematica estremamente importante, in passato come al giorno d'oggi: la ricerca di lavoro, per i cittadini europei e non, che desiderano lasciare la propria nazione e vivere un'esperienza di lavoro all'estero, di breve o di lunga durata.

Attraverso le esperienze di vita delle famiglie degli studenti - genitori, nonni, parenti, che hanno intrapreso un viaggio per lavorare - si sono affrontate le tematiche relative alla formazione, alla ricerca di un impiego e alle differenze esistenti tra i vari Paesi in questi campi, in particolare in tema di emigrazione e immigrazione.

Gli studenti sono stati invitati a mettere in pratica alcune attività: realizzare un video che presenti alle scuole coinvolte le città di Pomezia e Singen, le rispettive scuole e gli indirizzi di studio; creare un albero genealogico che individui i paesi di provenienza dei genitori, nonni e parenti più prossimi; intervista ai parenti circa la loro esperienza di ricerca di lavoro all'estero; intervista a cittadini tedeschi residenti in Italia e a Gastarbeiter, italiani in Germania, con una presentazione che ricalchi quanto emerso dall'intervista; ricerca relativa al sistema di formazione e istruzione tecnica e pratica in Italia e confronto con il sistema tedesco. Infine, il momento per forza di cose rimandato a una seconda fase: le reciproche visite, quando possibile, per approfondire la conoscenza dei gruppi classe.

Il progetto si pone come obiettivo principe quello di rendere gli alunni consci dei cambiamenti e delle opportunità lavorative all’estero nonché dell'importanza della diversità e della ricchezza che quest’ultima costituisce all’interno di un mercato del lavoro aperto alla globalizzazione e allo scambio continuo di buone pratiche.

«Il tema del progetto “Vivere e lavorare in Europa. Immigrazione legata al lavoro ieri ed oggi” è di grande importanza perché attraverso le storie delle famiglie degli studenti si fa luce sul prezioso contributo che i lavoratori stranieri hanno apportato in passato e continuano ad apportare attualmente alle filiere produttive dei nostri territori ed allo sviluppo delle nostre comunità», commenta la dirigente scolastica del liceo Picasso di Pomezia, professoressa Valentina Paumgardhen

«Intrecciare nell’ambito del progetto Erasmus+ le vite e i percorsi professionali di persone di diversi Paesi significa inoltre dare ai nostri giovani un alfabeto interculturale, educandoli al dialogo con le diverse culture e ai valori dell’accoglienza, del rispetto, della solidarietà, che sono i pilastri di una società democratica e pacifica, proprio come l’aveva sognata il grande umanista di Rotterdam».

All'incontro introduttivo hanno partecipato anche il sindaco di Pomezia, Adriano Zuccalà, e l'assessore alla Scuola Miriam Delvecchio. Dalla città di Singen era collegata l'assessore ai Partenariati europei, signora Wolf.

«Crediamo molto nell’arricchimento personale e professionale che comportano gli scambi culturali. Pomezia infatti è gemellata dal 1974 con la Città tedesca di Singen. Un’amicizia duratura che ci ricorda ogni anno l’importanza di creare ponti tra culture diverse e stringere alleanze che arricchiscono le comunità», ha detto il sindaco. «I gemellaggi sono un momento importante per la reciproca conoscenza. Promuovendo questo gemellaggio, le nostre due Città esprimono la speranza di far incontrare le nostre realtà, in ogni loro aspetto».

«L’Erasmus - ha aggiunto l'assessore Delvecchio - può essere un momento importante nella vita di una persona non soltanto dal punto di vista dello studio: andare a vivere da soli, per di più in un contesto straniero, ci rende senz’altro più indipendenti, e ci aiuta in parte a capire come sarà la vita dopo il periodo di studi».

«Da assessore, ma prima di tutto da madre, voglio incoraggiarvi ad intraprendere questo percorso formativo. Viaggiare non solo apre la mente, ma le dà forma. Sono certa che superate le diffidenze e le paure iniziali scoprirete in questo progetto una grande opportunità e saprete farne tesoro per il vostro futuro».