La restituzione all'amministrazione

Torna a Latina il dipinto rubato nel 1943 dalla pinacoteca dell'allora Littoria

Torna a casa a Latina dopo 78 anni il dipinto di Guido Cadorin dal titolo “Nudino”, datato 1921, rubato dalla pinacoteca civica dell’allora Littoria nel 1943 e dunque appartenente al patrimonio e alla proprietà del Comune di Latina.

Oggi pomeriggio presso la Galleria civica d’arte moderna e contemporanea di Latina si terrà la cerimonia di restituzione del dipinto da parte dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

La collezione della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Latina, fondata nel 1937 come Pinacoteca di Littoria con le opere donate alle istituzioni e dagli artisti invitati alla XX Biennale veneziana e alla II Quadriennale romana, è stata in gran parte dispersa a seguito degli eventi bellici a partire dall’8 settembre 1943: sparirono circa 700 opere e 300 sono censite in un catalogo apposito. Con il passare degli anni ne è stata ritrovata una buona parte, ma molte sono state probabilmente portate all'estero.

IL DIPINTO RITROVATO

La tavola dell’artista Guido Cadorin (Venezia, 1892-1976) era stata posta in vendita all’asta, per contro terzi, presso un esercizio commerciale di Udine e intercettata dai militari del Reparto specializzato dell’Arma dei Carabinieri nel corso del quotidiano monitoraggio sul web. I militari, insospettiti dal pregio dell’opera posta in vendita, hanno immediatamente trovato riscontro nella “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, il più grande database al mondo di opere d’arte rubate gestito dal Comando Tutela del Patrimonio Culturale.

Gli accertamenti condotti nella Banca dati hanno appurato la probabile corrispondenza dell’opera, per la descrizione del soggetto, delle dimensioni e dell’anno di realizzazione. Tuttavia, in assenza di fotografie, c’era la necessità di effettuare ulteriori verifiche con gli esperti dell’ente culturale laziale. Grazie alla collaborazione del Comune di Latina, della Quadriennale di Roma e della Biennale di Venezia, il dipinto - censito anche nel Bollettino delle ricerche di Criminalpol – è stato riconosciuto come quello oggetto del furto perpetrato negli anni Quaranta. Ne è stata pertanto rivendicata la proprietà dall’amministrazione comunale.

Gli elementi raccolti sono stati comunicati alla Procura della Repubblica di Udine, che, nel condividere le risultanze investigative prodotte, ha emesso un decreto di sequestro eseguito dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Udine presso un esercizio friulano a carico del privato possessore dell’opera, residente a Treviso, ritenuto acquirente in buona fede in quanto all’oscuro dell’origine delittuosa dell’opera.