Vaccinazioni proseguono con difficoltà

Covid-19 nel Lazio, la situazione preoccupa, si passa alla ‘fase IV’

La marcia dei vaccini non fa ancora arretrare il virus nemmeno nel Lazio dove le terapie intensive piene, la percentuale dei decessi, il moltiplicarsi delle varianti impongono ancora attenzione massima. Anche se nella nostra regione finora si sono contati 800mila vaccinati e oltre un milione di somministrazioni effettuate (300mila persone infatti hanno ricevuto prima e seconda dose), per una svolta anti-Covid servirebbero un milione e mezzo di vaccini al mese. Ma la disponibilità è di circa la metà. Un passo avanti si attende, quindi, dal 20 aprile con il vaccino Johnson&Johnson che si potrà effettuare anche in farmacia, distribuzione del farmaco permettendo.

NUMERI POCO RASSICURANTI: LA PANDEMIA ANCORA AVANZA
La pandemia, intanto, continua a uccidere: 7.000 finora le vittime nel Lazio. A fotografare la situazione i bollettini quotidiani di Salute Lazio. Sul portaleonline si legge che le vaccinazioni in tutta la regione sono state 1.175.905 (dato aggiornato alle ore 13 del 6 aprile), di cui circa il 58% donne e il 42% uomini. Le persone che hanno ricevuto la seconda dose sono 338.081.

Per il momento scordiamoci la zona gialla o bianca, saremo in zona arancione o rossaalmeno fino al 30 aprile (il colore esatto si decide di settimana in settimana). Passata la Pasqua, rossa e blindata a Roma e nel Lazio, niente più restrizioni troppo blande. La parola d’ordine dettata dal Governo e rimbalzata alla Pisana è “prevenzione”, tanto più col propagarsi delle varianti, quella inglese al 78% e quella brasiliana al 20%: queste due varianti hanno in pratica ormai completamente sostituito il ceppo originale del coronavirus. ”Il virus originale non circola quasi più”, ha confermato Enrico De Rosa del Sisp (Servizio igiene sanità pubblica) della Asl Rm1. La variante inglese è più contagiosa del virus iniziale, ma fortunatamente non risulta essere più letale

OSPEDALI, SCENARIO IV: SERVONO PIÙ POSTI LETTO PER IL COVID
Marzo è stato un mese difficile. Ambulanze in coda fuori dagli ospedali, pazienti gravi in aumento. Elementi che hanno portato l’assessore regionale alla sanità Alessio D’Amato ad attivare lo scenario IV, ossia aumentare ulteriormente la capacità dei posti letto per i malati di Coronavirus a Roma e nel resto della regione. Lo scenario IV della rete ospedaliera nel Lazio, comporterà un progressivo aumento dei posti letto dedicati ai pazienti Covid fino a 4mila per quelli ordinari e a 450 per la terapia intensiva. Questo significa che ogni struttura ospedaliera entro pochi giorni dovrà ampliare la disponibilità di posti letto.

SERVONO PIÙ POSTI ANCHE IN TERAPIA INTENSIVA
D’altronde anche l’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità aveva parlato di un un sovraccarico eccessivo sia nelle terapie intensive che in area medica per il Lazio. Il meno di un mese ci sono stati 157 nuovi ingressi nelle terapie intensive.

VACCINI IN FARMACIA
“Noi dal 20 aprile inizieremo con le vaccinazioni nelle farmacie con Johnson&Johnson”, ha annunciato nei giorni scorsi il governatore del Lazio Nicola Zingaretti. Si comincerà con la fascia d’età che va dai 60 ai 55 anni”. “Il tema non è la distribuzione – ha chiarito il governatore – noi in questo istante potremmo triplicare le dosi dei vaccini. C’è un piano, ma le case farmaceutiche hanno destato grandi preoccupazioni. Il problema più grande è quello dei richiami. Quando, come nel caso del Lazio, hai fatto oltre 1 milione di vaccinati, bisogna continuare a vaccinare ma stare molto attenti ad avere i magazzini pieni per fare la seconda dose”. D’Amato – il giorno di Pasqua in visita all’hub vaccinale della Nuvola all’Eur assieme a Zingaretti – non si è sbilanciato: ”La macchina non si ferma, ma per arrivare all’obiettivo che ha indicato il premier Draghi servono 15 milioni di dosi in Italia al mese e un milione e mezzo nel Lazio. Ne arrivano la metà”. Per accedere alle vaccinazioni basta registrarsi al portale Salute Lazio. Dal primo aprile si sono aperte le iscrizioni (www.salutelazio.it) anche per coloro che hanno compiuto 66 anni.

LE RESTRIZIONI
Intanto si va avanti tra mascherine, distanziamenti e restrizioni. Nella zona arancione, consentito uno spostamento giornaliero verso una sola abitazione privata in ambito comunale, in non più di due persone. Scuole riaperte al 100% fino alle medie, superiori tra il 50 e il 75%; se si torna in rosso restano in presenza solo fino alla prima media, gli altri a casa in Dad. Confermato il divieto di uscire di casa dalle 22 alle 5. Ristorazione solo ad asporto. Parrucchieri ed estetisti aperti. E soprattutto farmacie in prima linea.

Sono sospese le attività di servizi di ristorazione all’interno dei locali (tra cui pub, bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie). Fino alle 22 è consentita la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Esercizi commerciali tutti aperti con i consueti orari, compresi i servizi alla persona (parrucchieri, estetisti ecc.). Nei giorni festivi e prefestivi, nei centri commerciali restano aperti farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, lavanderie e tintorie, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie.

Restano chiuse fino al 30 aprile palestre e piscine. In zona arancione, infatti, è consentito svolgere attività sportiva o motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno 2 metri. Gli spogliatoi sono interdetti.

Quei gravissimi errori nella comunicazione

La gestione della sanità di una regione italiana è difficilissima, figurarsi in un periodo di pandemia. Premesso dunque che capiamo tutte le difficoltà in corso, non possiamo non criticare fortemente quanto sta avvenendo nel Lazio in fatto di informazione. La Regione emana un bollettino quotidiano dove riporta i numeri giornalieri e altre brevi considerazioni. Ma dire che “il tasso di occupazione posti letto di area medica Covid è al 47%” senza spiegare bene il senso della frase comporta, come sta accadendo, che molti pensano che essendo i posti covid pieni al 47%, ce n’è un altro 53% di liberi e quindi non ci sono problemi negli ospedali. Si amplifica poi attraverso i social il messaggio che non è vero che gli ospedali sono pieni, che l’emergenza c’è perché fa comodo a qualcuno, e via con tutto il resto di stupidaggini, che però fanno abbassare la guardia a tante, troppe persone e provocano un aumento dei positivi, un aumento delle persone intubate, un aumento dei morti e ci fanno precipitare nuovamente verso la zona rossa.
No cara Regione Lazio, così non ci siamo!
Nel caso migliore avete sbagliato a scrivere un comunicato stampa, nel caso peggiore state cercando volontariamente di confondere la gente. Le fake news dei social si combattono solo con una informazione chiara e precisa. Meglio informiamo i cittadini, più questi sanno come comportarsi e prima usciamo dall’emergenza.
















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