Nella querela penale reati gravissimi

Discarica di Albano, i cittadini: “Giudici, serve un nuovo processo Cerroni”

Amadio Malizia, presidente dell'Associazione Salute e Ambiente di Albano, fuori la Procura della Repubblica di Velletri

I cittadini di Albano, Ardea e Pomezia chiedono senza mezzi termini ai Giudici (antimafia e ordinari) l'avvio del processo Cerroni-bis per portare alla sbarra tutti coloro, dentro e fuori la Regione Lazio, che starebbero agevolando il riavvio della ex discarica di Albano (ma situata a ridosso del comune di Ardea) seguendo un iter amministrativo e burocratico che violerebbe palesemente le regole del diritto e condotto a spregio della salute umana e dell'ambiente. Nei giorni scorsi, l’associazione 'Salute e Ambiente di Albano' ha presentato alle Procure di Roma, Velletri e Latina una querela penale relativa all'iter burocratico che la Regione Lazio-Ufficio Rifiuti sta seguendo per tentare di riavviare l'ex immondezzaio situato proprio a ridosso del comune di Ardea e a due passi da Pomezia. Discarica attiva dal 1979 e chiusa dal 30 giugno 2016, giorno in cui un devastante incendio dai contorni ancora mai completamente chiariti ha distrutto l'intero sito. La stessa querela è stata depositata dai cittadini anche presso la D.I.A. (Direzione Investigativa Antimafia) di Roma, un organo investigativo interforze che risponde al Ministero dell’Interno. Le accuse sono pesanti come macigni. Si ipotizzano reati gravissimi: abuso di ufficio, falso in atto pubblico, sviamento di potere, eccesso di potere, truffa aggravata, associazione a delinquere, frode in pubbliche forniture, gestione illecita di rifiuti, etc. Ora, ovviamente, dovranno essere vagliate e verificate dai magistrati. 

L'inchiesta completa sul prossimo numero de il Caffè dei Castelli ed Ardea-Pomezia in distribuzione da domani, giovedì 25 febbraio.






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