Approvato il decreto legge

Prorogato lo stop allo spostamento tra Regioni. Nuove regole sulle visite a casa

Approvato il decreto legge che proroga di un mese del divieto di spostamento tra regioni. Il primo decreto dell’era Draghi conferma lo stop agli spostamenti fino al 27 marzo e introduce una serie di regole che riguardano soprattutto i territori in zona rossa.

TAVOLO TRA GOVERNO, REGIONI E COMUNI

Nella giornata di ieri, infatti, si è tenuta una riunione tra Governo, presidenti delle regioni e rappresentanti Anci. A rappresentare l’esecutivo c’erano i ministri Mariastella Gelmini e Roberto Speranza. Gelmini avrebbe anticipato che «Il Consiglio dei ministri di domattina (oggi n.d.r.) si occuperà solo della proroga del divieto di mobilità». Se confermato, lo stop arriverà fino al 25 marzo appena prima delle festività pasquali.

LA  CONFERMA

Questa mattina è arrivata la conferma. In considerazione dell’evolversi della situazione epidemiologica, il decreto dispone la prosecuzione, fino al 27 marzo 2021, su tutto il territorio nazionale, del divieto di spostarsi tra diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o motivi di salute. Resta comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

VISITE A CASA: NUOVE REGOLE IN ZONA ROSSA

Fino al 27 marzo 2021, nelle zone rosse, non sono consentiti gli spostamenti verso abitazioni private abitate diverse dalla propria, salvo che siano dovuti a motivi di lavoro, necessità o salute. Gli spostamenti verso abitazioni private abitate restano invece consentiti, tra le 5.00 e le 22.00, in zona gialla all’interno della stessa Regione e in zona arancione all’interno dello stesso Comune, fino a un massimo di due persone, che possono portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali esercitino la responsabilità genitoriale) e le persone conviventi disabili o non autosufficienti. Nelle zone arancioni, per i Comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti, sono consentiti gli spostamenti anche verso Comuni diversi, purché entro i 30 chilometri dai confini.

NO A TUTTA ITALIA ZONA ARANCIONE

Le novità in merito al sistema da adottare che attualmente “classifica” le regioni in base ai colori sono invece rimandate al decreto successivo al 5 marzo. I governatori si sono detti contrari all’ipotesi di tutta Italia arancione e hanno chiesto una revisione dei parametri. Da quanto si apprende, le decisioni del governo sarebbero orientate verso il mantenimento dell’Italia a colori, con chiusure localizzate dove serve. Draghi e l’esecutivo vorrebbero anche prendere le decisioni con largo anticipo in modo da permettere ai  vari operatori coinvolti di organizzarsi.