La Corte dei Conti assolve i dirigenti

'Parcheggione' irrealizzato a Nettuno, a risarcire il Comune sarà solo Parkroi

A risarcire il Comune di Nettuno per i danni subiti dalla vicenda del parcheggione dovrà essere soltanto la Parkroi srl, la società che era stata incaricata di realizzare un multipiano in piazzale Berlinguer. La sezione prima centrale d'appello della Corte dei Conti ha rigettato l'appello della Procura e confermato integralmente la sentenza della Corte dei Conti del Lazio, che ha assolto i dirigenti comunali Vincenzo Diana, architetto che ha svolto dal 2013 al 2015 funzioni di responsabile unico del progetto e responsabile dell’ufficio lavori pubblici, e Gianluca Faraone, all'epoca a capo dell’area economica-finanziaria e patrimonio. Il parcheggio multipiano, fortemente voluto dalla giunta dem di Alessio Chiavetta, è stato abbandonato dalla successiva giunta pentastellata di Angelo Casto, dopo quattro anni che l’area era impraticabile, ridotta a un’enorme buca fatta per i sondaggi geologici preliminari e lasciata poi così. Da alcune indagini svolte anche dalla Guardia di finanza, erano state evidenziate una serie di inadempienze da parte della Parkroi e anche documentazione bancaria falsa. Una serie di elementi che hanno indotto i grillini a rompere il contratto, considerando anche che dei lavori nel tempo non si era vista neppure l’ombra. La vicenda venne segnalata alla Procura presso la Corte dei Conti del Lazio che, ipotizzando un danno erariale da oltre centomila euro, per l’esattezza 108.793, mandò a giudizio la Parkroi, Diana e Faraone, chiedendo loro di risarcire quella somma. La Procura ha insistito affinché metà del presunto danno venisse risarcito dalla società inadempiente e il resto dai due dirigenti, per non aver provveduto a far ripristinare l’area alla Parkroi e per la mancata escussione della fideiussione. Un danno erariale per la “dematerializzazione” della piazza, spazio acquistato dal Comune del quale però l’ente non si è potuto servire. I giudici hanno appurato che i costi per la bonifica ambientale e il ripristino, interventi appaltati successivamente dal Comune, sono stati pari a poco più di 76mila euro, hanno ritenuto il comportamento della Parkroi “omissivo e gravemente colposo”, condannandola a risarcire all’ente locale 80mila euro, ma hanno assolto i due dirigenti. Le condotte di Diana e Faraone, secondo la Corte dei Conti, “lambiscono la colpa”, ma non sono tali da farle inquadrare come “colpa grave”, quella che consente di emettere condanne. Sempre secondo i giudici, inoltre, molti problemi sono stati causati dal “mutevole indirizzo politico” sulla gestione della vicenda e i dirigenti avrebbero così da soli potuto fare ben poco. Una sentenza confermata in appello.






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