Aperte le iscrizioni ai webinar gratuiti

“T’incontro nella comunione. Educare alla comunicazione e all'accompagnamento”

Sono aperte le iscrizioni alla serie di webinar formativi sul tema “T’incontro nella comunione. Educare alla comunicazione e all'accompagnamento”, destinata agli animatori di comunità e a tutti gli educatori o accompagnatori di gruppi giovani nelle parrocchie del Lazio. L’iniziativa nasce dalla programmazione formativa del progetto Policoro regionale del Lazio, sollecitata dalla pubblicazione dell’enciclica “Fratelli tutti” e dalla preparazione alla 49a edizione delle settimane sociali (sul tema “Il pianeta che speriamo”): dal 23 febbraio i webinar sono a disposizione di tutte le commissioni pastorali regionali gratuitamente, ma previa iscrizione a questo link, perché destinati a iniziare un processo formativo unitario.

Partecipano al progetto, oltre al coordinamento regionale del Progetto Policoro Lazio, gli uffici regionali di Pastorale Giovanile, di Pastorale Sociale e del Lavoro, delle Comunicazioni Sociali e di Pastorale Vocazionale.

L’offerta formativa propone due moduli. Il primo inerente alla comunicazione, il secondo all’accompagnamento: temi emergenti nel mondo educativo giovanile e che la situazione pandemica ha reso ancor più urgenti. Entrambi i moduli saranno conclusi con un webinar che rilegge la tematica dal punto di vista biblico-spirituale. Accompagneranno i partecipanti, nelle riflessioni conclusive, don Luigi Maria Epicoco e don Fabio Rosini.

«La formazione integrale – spiega don Antonio Scigliuzzo, incaricato della Pastorale giovanile della Conferenza episcopale del Lazio - non può trascurare, né disgiungere le prassi dal cammino personale e comunitario. Ciascuno è invitato non solo a sentirsi sulla stessa barca, ma anche a remare insieme. Per questa ragione “T’incontro nella comunione” ha come obiettivo la formazione e l’avvio di un percorso di conoscenza delle realtà giovanili sul territorio regionale, al fine di progettare una nuova esperienza di formazione regionale. Ci rivolgiamo ad adulti chiamati ad accompagnare i giovani poiché è la cura dei formatori che produrrà nuovi semenzai nei quali sarà possibile coltivare la speranza».