Emergenza per le ambulanze

La cosiddetta riorganizzazione del servizio 118 aggrava la situazione delle urgenze nel Lazio

La sanità regionale senza pace. Tra i casi più emblematici delle difficoltà della giunta guidata dal governatore del Lazio Nicola Zingaretti di riprendere il bandolo della matassa, c'è sicuramente quello dell'Ares 118, il servizio di emergenza che dopo il ritiro di Croce Rossa assegnataria del servizio, si trova nel più assoluto caos. Situazione nella quale è stato chiamato a mettere ordine Giuseppe Spata, già sub commissario della Regione per il Piano di rientro dal deficit sanitario e commissario nella fu Agenzia di sanità pubblica (Asp). La decisione di Zingaretti è arrivata dopo le osservazioni dei dirigenti dei ministeri dell'Economia e della Salute sulle inadempienze della Regione nella riorganizzazione della rete dell'Emergenza. 
 
PIANO POCO CHIARO
I tecnici ministeriali in poche parole hanno accertato che il programma di riorganizzazione del servizio di 118 fa acqua da tutte le parti: essendo privo delle previsioni di costi e delle postazioni da istituire. Tutto da rifare insomma, nella gestione dei soccorsi. E sarà questo il compito di Spata: traghettare l'Ares (Agenzia regionale emergenza sanitaria) fino alla gara europea per l'affidamento del servizio a imprese esterne. Per il momento si naviga  a vista, non senza polemiche. 
 
30% DI COSTI IN PIù
Quelle che si sono infiammate in questi giorni in provincia di Latina dove, dal 1° settembre, è partito il nuovo servizio gestito da un’associazione temporanea di imprese, aggiudicataria dell’appalto, composta da Croce Bianca, Croce Amica, Formia Soccorso, San Paolo della Croce. L’affidamento per sei mesi, rinnovabile per altri sei, costerà 5 milioni e 200 mila euro. L’importo del precedente piano era invece di 7 milioni e 700 mila euro, ma per un anno di servizio. Il prezzo dunque è aumentato di circa il 30%, ma a fronte di quali servizi e di quali miglioramenti? 
È proprio questo il punto. Critiche sono piovute da più parti, da  destra a sinistra, dal consigliere regionale del Pdl Pino Simeone a quello del Pd Enrico Forte, passando per le associazioni dei consumatori e i sindacati, ma anche l'Ordine dei Medici di Latina. Oltre alla soppressione di un'ambulanza nel sud pontino, anche una delle quattro ambulanze in servizio a Latina sarà operativa solo per mezza giornata. Rispetto al piano precedente, in tutta la provincia pontina, ci dovrebbero essere 11 ambulanze e mezzo, tre o quattro in meno rispetto al piano precedente. Saranno tutte, come noto, ambulanze infermieristiche, ossia con la presenza a bordo di un infermiere, appunto, un barelliere e l’autista. Tale modifica è stata compensata con l’attivazione delle cosiddette auto mediche: una ogni 60 mila abitanti e dunque cinque per tutta la provincia, che ovviamente interverranno nei casi più gravi o delicati. 
 
AMBULANZE SENZA MEDICI A BORDO
Un punto, questo dell’assenza dei medici sulle ambulanze, tra i più criticati. 
«È   evidente a tutti che questa nuova organizzazione del 118 - ha scritto il presidente dell'Ordine dei Medici di Latina, Giovanni Maria Righetti - porterebbe a una regressione del livello qualitativo della rete assistenziale delle urgenze/emergenze. L’intervento dell’auto medica, successiva a quello dell’ambulanza, allungherebbe i tempi per la diagnosi e la cura dei pazienti. A meno che, per evitare omissioni di soccorso, il personale infermieristico sia costretto a effettuare atti medici commettendo così esercizio abusivo della professione medica».
 
CAOS E TAGLI IN PROVINCIA DI ROMA
Ne sanno qualcosa nella provincia di Roma dove da tempo le ambulanze sono solo infermieristiche, cioè senza dottore a bordo, e integrate dalle auto mediche in base allo stesso parametro, uno ogni 60 mila abitanti, ora applicato in provincia di Latina. Tra i Castelli Romani e il litorale tra Pomezia e Nettuno, su 17 Comuni, sono presenti 15 postazioni, di cui tre stagionali. 
La maggior parte di queste sono gestite direttamente dall'Ares, fatta eccezione per Lariano dove era operativa la convenzione con Croce Rossa ed ora il servizio è gestito da una impresa privata. Ma anche qui, come in provincia di Latina, si tratta ormai di una fase di passaggio in vista della riprogrammazione del servizio imposta dal presidente Zingaretti con la nomina del commissario Giuseppe Spata e quindi la gara europea che sarà suddivisa per lotti corrispondenti alle province di Latina, Frosinone, Viterbo, Rieti, Roma e provincia.    

Contenuto Sponsorizzato





Miliardi per le piccole-medie attività
foto anteprima I fondi pubblici ci sono, le richieste no!