Trasporto pubblico inadeguato

Studente di Ardea scrive alla ministra: "Ogni mattina aspettiamo ore al freddo"

Lo studente di Ardea che ha scritto ad Azzolina frequenta il liceo Picasso di Pomezia

Ad Ardea uno studente di 14 anni ha scritto alla ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, segnalando quello che già alla vigilia del rientro in classe in molti, nella comunità scolastica, avevano pronosticato accadesse. Ovvero che le modalità per il ritorno in presenza alle scuole superiori, in particolare l'introduzione di due fasce orarie di ingresso alle 8 e alle 10, non sono state accompagnate dai necessari adeguamenti del trasporto pubblico, creando forti disagi e situazioni che addirittura rischiano di aggravare il rischio di ammalarsi.

Così il 14enne (non pubblichiamo il suo nome per tutelarne la privacy), che da Tor San Lorenzo parte al mattino con i mezzi pubblici e raggiunge il liceo Picasso di Pomezia, con una lettera dai toni molto educati ha voluto far presente alla ministra che la situazione è tutt'altro che sotto controllo.

"Le scrivo per porre alla sua attenzione la gravissima situazione in cui mi trovo insieme a tutti gli altri studenti che vivono in provincia - inizia la lettera dello studente - Domani, come tutti i giorni in cui sarò in presenza entrerò a scuola alle 10 e dovrò uscire da casa alle 7.45 di mattina e rimanere fuori scuola con il freddo, probabilmente anche la pioggia, senza la possibilità di potermi neanche riparare in un bar per 2 ore".
Il problema, in base a ciò che il giovanissimo ha raccontato al Caffè, è che l'unico autobus che passa a Tor San Lorenzo in tempo per l'entrata a scuola alle 10 è quello delle ore 8.30. Considerando poco meno di mezz'ora di viaggio per arrivare a Pomezia, ne consegue che lo studente - e tanti come lui - deve attendere almeno un'ora per poter entrare a scuola.

Dove si fermerà ad aspettare, se in base alle normative anti-Covid non si può stare neanche al bar? "Non ho alternativa che quella di rimanere fuori scuola ad aspettare le 10 per entrare, indipendentemente dalla temperatura o dal clima", ci spiega. "Al ritorno poi - continua la lettera inviata alla ministra - chi mi garantirà che sarò tra quei 25 fortunati studenti che potranno salire sull’unico autobus che mi dovrebbe riportare a casa senza aspettare altri 60 minuti l’autobus successivo?"

"Sono perfettamente consapevole dei pericoli del Covid e delle regole sul distanziamento ma non capisco per quale motivo in tutti questi mesi non si è mai pensato alla tutela e alla salute di noi, bambini oggi ma sicuramente elettori domani". Spero con tutto il cuore in una sua pronta risposta - conclude lo studente - non tanto a questa mail ma risolvendo il nostro gravissimo problema".