Proteste per tutta la settimana

Continua lo sciopero degli studenti dei Castelli: sit in davanti alle superiori

Sono ancora in stato di agitazione continua e senza entrare a scuola a fare le lezione in presenza e a distanza la maggioranza degli studenti dei Castelli Romani. Solo un 10% è entrato in aula in questi giorni rispetto alle migliaia di ragazzi che stanno scioperando contro le attuali normative emanate dal Ministero della Scuola. "Continuano i nostri sit in di protesta e sciopero dell'entrata davanti ai licei e alle scuole superiori a Velletri, Frascati, Grottaferrata, Marino, Albano, Ariccia, Genzano, ha detto Giordano Attenni, uno dei rappresentanti degli studenti, che frequenta il 5° anno al liceo Vailati di Genzano. Chiediamo ad oltranza il nostro coinvolgimento alle istituzioni scolastiche per trovare le soluzioni migliori insieme, che non sono certo queste. I bus sono comunque pienissimi, niente distanziamenti, gli orari spezzati e prolungati non ci consentono di fare vita sociale e di mangiare e tornare a casa in orari ragionevoli, non sono disposizioni che si possono accettare . Per capire il mondo giovanile e le loro necessità bisogna coinvolgerlo ". Nelle foto alcuni momenti dei sit in di ieri e questa mattina davanti alle scuole superiori dei Castelli Romani. L.S.

Di seguito la lettera dei rappresentanti degli studenti a Rocco Pinneri
Direttore Regionale dell'ufficio scolastico regionale:

"Egregio Direttore generale, le scriviamo a nome di tutti gli studenti che frequentano il liceo James Joyce di Ariccia(RM). Nonostante i lunghi silenzi e le mancate risposte istituzionali, sappiamo che il nostro Dirigente scolastico L’ha informata delle problematiche riguardanti il nostro istituto: entrambe le nostre sedi sono collocate in spazi periferici non raggiunti dai mezzi pubblici di trasporto; per questo siamo costretti da anni a ricorrere a società private, pagando prezzi raddoppiati rispetto ad un normale abbonamento urbano ed extraurbano. Ciò comporta molti sacrifici da parte delle famiglie già in situazioni di normalità. Eppure sinora, nessun genitore si è sottratto, credendo nella qualità della nostra scuola, nonostante le carenze strutturali e viarie. Però la situazione è divenuta ancora più gravosa in questa nuova condizione, causata dalla pandemia. In primis ci sono stati imposti dei doppi turni, senza minimamente considerare le esigenze di tutte le componenti. E poi per le famiglie è arrivato un ulteriore aggravio economico, perché le ditte private hanno proposto di coprire i nuovi orari, aumentando ancor di più il prezzo, per usufruire dei mezzi solo due settimane al mese. La richiesta del Dirigente scolastico di eliminare perlomeno il doppio turno avrebbe risolto in parte questo ulteriore problema che si aggiunge ai tanti irrisolti da anni, che nessun politico o Dirigente di turno ha voluto nemmeno considerare. Noi “sfruttavamo” già prima tutti i giorni della settimana. Nonostante la situazione di cui sarete venuti a conoscenza, abbiamo appreso con molto rammarico del diniego della deroga richiesta dal Dirigente. E così i nuovi orari scaglionati che ci sono stati imposti creano enormi difficoltà logistiche per l’organizzazione della pausa pranzo, in quanto mancano locali adeguati(mancano le aule, figurarsi la mensa!)con la conseguenza inevitabile di favorire assembramenti e momenti di vicinanza in cui pranzare rischiosamente senza mascherina. Ci teniamo a sottolineare che i ragazzi, tutti, vogliono tornare a scuola e sono consapevoli della situazione emergenziale in cui ci troviamo. Come lei ben sa, siamo stati privati della nostra socialità e libertà, ma con responsabilità e senso del dovere abbiamo fino ad oggi accettato le disposizioni dateci. Ora ci troviamo nell’impossibilità oggettiva di rispettare quanto imposto per il rientro a scuola. Dal 18/1/2021 saremmo dovuti tornare in presenza, ma gli studenti del liceo, insieme ad altri istituti dei Castelli Romani, hanno intrapreso uno sciopero, pur consapevoli di perdere a nostro discapito, ancora una volta, ore di lezione preziose. Le chiediamo cortesemente di riconsiderare la richiesta fatta dal nostro preside, non avendo alternative, soprattutto per solidarietà con quei ragazzi che non potranno raggiungere l’istituto. Questa non è inclusione. Non sono i device o la connessione veloce a garantire la democrazia e il progresso. L’articolo 34 della nostra Costituzione prescrive che la scuola sia aperta a tutti e che “i capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. Eppure tanti ragazzi oggi nel cuore dell’Italia non sono messi in condizione di raggiungere il proprio edificio scolastico! Le periferie, non solo quelle degradate, ma anche quelle impreziosite da luoghi costruttivi di identità e cultura, vengono penalizzate. Ci chiediamo se, ad esempio, sia in linea con lo spirito costituzionale chiedere ad un padre che ha perso il lavoro per il Covid di pagare ancora di più per permettere a suo/a figlio/a di raggiungere la scuola. Le conseguenze sono ovvie: abbandono, dispersione, cambio forzato del corso di studi. Augurandoci che le nostre parole non restino inascoltate, Le chiediamo di rivedere le vostre decisioni e di ideare soluzioni idonee per il nostro liceo. RingraziandoLa anticipatamente, Le porgiamo distinti saluti". I rappresentanti d’istituto.












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