Latina, la situazione dell'ospedale

La Asl: la cappella del Goretti è pronta, ma non ancora trasformata in reparto

La Asl di Latina ha voluto spiegare la decisione di predisporre la cappella dell'ospedale Santa Maria Goretti ad area di degenza. 

«È stato trasferito il tabernacolo come gli arredi sacri - dichiara il direttore generale Giorgio Casati - e si è provveduto a spostare i banchi destinati ai fedeli. Allo stato, tuttavia, non si è ancora proceduto a realizzare le opere impiantistiche e di arredo necessarie per la trasformazione dell’area in questione in reparto. Si tratta solo di una precauzione necessaria in considerazione della possibile evenienza di dover fronteggiare un afflusso di pazienti non gestibile attraverso le azioni già intraprese, gli altri interventi effettuati e quelli in corso di realizzazione». La cappella, dunque, è pronta ma non ancora attiva. 

«Ad oggi per il Goretti i margini di manovra sono ancora discreti prima di dover procedere anche all’utilizzo della Cappella - continua -. In particolare, si sta procedendo alla piena messa a regime della Medicina d’Urgenza Covid come area di sub-intensiva, allo stato impiegata per la metà dei posti letto utili e, a partire da questa sera, sono stati resi disponibili ulteriori 17 posti letto ordinari Covid nell’area della Medicina Generale. Dalla prossima settimana, ulteriori posti letto potranno essere messi a disposizione grazie al trasferimento di altre discipline presso l’Icot o altri nosocomi della Asl, come già avvenuto nella fase precedente. Resta ovviamente intatta, prima di procedere all’impiego della Cappella come area di degenza, la possibilità di trasformare definitivamente ed integralmente il Goretti in Ospedale Covid. In questo momento, pertanto, non mancano i posti letto presso l’ospedale di Latina sebbene, è di tutta evidenza, che la pressione esterna costringe, passo dopo passo, a trasformare i vari reparti in area Covid. Al tempo stesso, tuttavia, è corretto che la Direzione si preoccupi di prevedere anche le soluzioni più remote allo scopo di fronteggiare adeguatamente le necessità emergenti».