Marino: bufera sulle novità causa Covid

La Sagra dell'Uva "cambia nome": "Non si può modificare la tradizione storica!"

E’ ufficiale. La Giunta Comunale ha deciso di rinviare per quest’anno i festeggiamenti connessi allo svolgimento della 96^ edizione della Sagra dell’Uva. La decisione è stata presa per ottemperare ai Decreti emanati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

D’altronde una Sagra senza la tradizionale Processione in onore della Madonna del SS. Rosario, senza il Corteo Storico in costume rinascimentale e senza il Miracolo delle fontane che danno vino non avrebbe avuto senso soprattutto in considerazione del fatto che lo stato di emergenza è stato prorogato fino al 15 ottobre 2020 in ragione dell’andamento dei contagi sull’intero territorio nazionale. Sulla decisione ha pesato anche l’evoluzione della situazione sanitaria che non consente di ridurre il livello di allerta e che richiede la massima attenzione all’applicazione delle misure di prevenzione individuate. Quindi, alla luce di quanto sopra onde evitare di creare pericolosi concentramenti di persone con l’ulteriore problema derivante dalla difficoltà di garantire le necessarie misure di distanziamento sociale la Giunta ha decretato il rinvio al 2021 della 96^ edizione della Sagra dell’uva di Marino, la più antica nel suo genere in Italia.

L'Archeoclub Colli Albani lancia un appello ai cittadini perché non dimentichino le tradizioni locali. "pprendiamo con amarezza che i festeggiamenti per la 96^ edizione della Sagra dell’Uva, che si sarebbero dovuti svolgere come ogni anno la prima domenica di ottobre, sono stati sostituiti con una nuova manifestazione dal titolo “Ricordando Leone Ciprelli”. Pur non essendo a conoscenza delle motivazioni che hanno indotto a compiere questo cambio di programma, ci dissociamo da questa anomala scelta. Per poter spiegare al meglio la nostra decisione è doveroso fare una piccola premessa di carattere storico-culturale. La Sagra dell’Uva, che proprio il poeta Leone Ciprelli ha ideato nel 1925, fu concepita fin dall’inizio con l’obiettivo di fondere insieme i valori e le tradizioni nei quali si identifica l’intera comunità marinese. Ciprelli, con l’intento di aiutare i produttori vitivinicoli a vendere le giacenze di vino dell’anno precedente, prese spunto dalle antiche feriae vindemiales e dalle tradizionali ottobrate romane, ed inventò la Sagra dell’Uva al fine di attirare a Marino i visitatori provenienti da tutta Italia. La Sagra dell’Uva è l’unica rimasta che si inserisce nel tradizionale festeggiamento cattolico, nello specifico quello legato al miracoloso intervento della Madonna del SS. Rosario nella vittoria della battaglia di Lepanto, che vide tra i protagonisti il condottiero Marcantonio Colonna Signore di Marino. A questa tradizione religiosa, Ciprelli ne aggiunse un’altra altrettanto miracolosa, seppur di gusto folkloristico, il Miracolo delle fontane che danno vino, appunto.

Consapevoli che quest’anno sono molte le attività che per ragioni ben note non si possono, e aggiungiamo, non si devono svolgere per garantire la sicurezza sanitaria della comunità intera, ciò non toglie che in ben 95 anni e 96 edizioni quest’anno è la prima volta che la Sagra dell’Uva non si realizza e cosa ancor più grave, cambia nome. Ricordiamo che anche durante il secondo conflitto mondiale, persino nel 1944 quando Marino fu bombardata e furono centinaia le vittime, la comunità scelse comunque di festeggiare la Sagra, in maniera sommessa e dignitosa salvaguardando la tradizione e rispettando la numerazione progressiva, in questa edizione sarebbe stato possibile ricalcare quest’esempio dimostrando lo stesso contegno. è una festa della comunità, non è proprietà privata e nessuno dovrebbe arrogarsi il diritto di cambiarle nome, di modificarla a proprio piacimento. Anche se agli occhi di molti potrà sembrare un'inezia o un dettaglio, è proprio nell’appellativo Sagra che si racchiude il senso dell’intera festa: la sacralità e la storia. Nel nostro piccolo, riteniamo che il miglior modo per ricordare Leone Ciprelli sia proprio nel mantenere vivo il nome che egli stesso ideò. La nostra iniziativa, un audiotour disponibile anche in lingua inglese che si snoda lungo le vie cittadine, avrà il titolo “96^ Sagra dell’Uva - Quest’anno non c’è ma si sente”.

Seguendo il nostro esempio, vogliamo fare un appello a tutti i cittadini, ai commercianti, ai ristoratori e alle associazioni del territorio: domenica 4 ottobre prendete un cartello e scrivete “LO VEDI ECCO MARINO, LA 96^ SAGRA C’È DELL’UVA” appendetelo sulle vetrine dei vostri negozi, nei vostri ristoranti, nelle vostre sedi o sui balconi delle case e tenete viva l’eredità più grande che Leone Ciprelli ci ha lasciato", conclude la nota di Archeoclub Colli Albani. 








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