Reportage in provincia di Latina

Mare: centinaia di migliaia di euro per app e steward, ma funzionano davvero? FOTO

Uno degli steward a lavoro fotografato a San Felice Circeo. Solo qui la prenotazione è obbligatoria
Come trovare il tratto di spiaggia prenotato. Qui è indicato il numero, a Sabaudia. Ma non sempre è presente e alcuni accessi in spiaggia a Latina sono fuori uso
Kit distanziamento con cordini. Da installare con mezzi di fortuna
Coletta incontra gli steward In servizio (in modalità itinerante) sul lungomare di Latina
La prenotazione: il portale mostra se una spiaggia è full
I pali: a San Felice Circeo sono stati installati pali dove dovrebbero posizionarsi gli ombrelloni
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Il sistema di prenotazione nelle spiagge libere della provincia di Latina presenta svariate criticità. Al momento è partito a Sabaudia, a San Felice Circeo e a Latina ed è stato particolarmente pubblicizzato, ma sono innumerevoli le problematiche riscontrate dal Caffè. Partendo dalla città delle dune e da Latina il primo gap è che la prenotazione è facoltativa e non obbligatoria e gli stessi steward lasciano passare anche senza avere il PNR code. A questo si aggiunge il problema del parcheggio: se un cittadino prenota un posto in spiaggia in un punto, ma non trova dove lasciare l'auto come può fruirne? Molte discese, inoltre non sono identificate o non sono utilizzabili perché necessitano di interventi e sono chiuse con nastro isolante. A San Felice Circeo i segnali distintivi sono ora stati posizionati e la prenotazione è diventata obbligatoria, ma gli steward sono a lavoro solo fino alle 14. Insomma, un servizio partito con le migliori intenzioni, ma che al momento non funziona come dovrebbe.

LATINA, GLI STEWARD SONO... ITINERANTI
È stato annunciato per il 24 luglio l’avvio delle prenotazioni facoltative nelle spiagge libere del capoluogo. I primi due giorni il portale designato per la prenotazione era offline per manutenzione e, dunque, il servizio è partito solo sabato 25. Per queste ragioni domenica 26 le prenotazioni nei 33 settori della spiaggia di Latina si contavano sulla punta delle dita. Il banco di prova, dunque, saranno i prossimi weekend e il mese di agosto. Da segnalare che alcuni punti di accesso alla spiaggia restano tuttora chiusi in attesa dei lavori e questo rende problematico per chi ha prenotato in quel tratto di mare accedere. Inoltre, attualmente il servizio di steward è articolato su due turni con 18 unità ciascuno, numero quindi che non consente di coprire tutte le passerelle in maniera fissa. Al momento, inoltre, il servizio è previsto in modalità itinerante. Gli steward, cioè, passeggiano lungo la spiaggia per verificare eventuali assembramenti da segnalare alla Polizia Locale, ma non attendono i bagnanti all'accesso al mare. È auspicabile, qualora la prenotazione diventi obbligatoria come a San Felice, che il numero degli steward aumenti per coprire il territorio del litorale da tenere sotto controllo.

SABAUDIA, LA PRENOTAZIONE FACOLTATIVA NON CONVINCE
La città delle dune è stata in prima fila nella volontà di dotarsi di un sistema informatico per favorire la prenotazione del posto nelle spiagge libere. Come Latina, anche Sabaudia si appoggia al portale reservare.it che seziona il litorale della città delle dune in 38 tratti dalla Bufalara a Torre Paola. Di questi 38, su 12 sono posizionati gli steward designati per garantire il servizio, verificare la prenotazione, distribuire i kit per il distanziamento a chi ha aderito al sistema. «La prenotazione comunque non è obbligatoria. Noi distribuiamo il kit (un cordino n.d.r.) solamente a coloro che ci mostrano il PNR code. Nel tratto dove sono posizionato entrano 20/25 nuclei familiari», ci spiega Daniele, uno degli steward impegnati nel weekend appena trascorso. Il cordino dovrebbe poi essere messo in spiaggia attraverso mezzi di fortuna. Qualcuno consiglia anche bastoncini, penne o matite. Dalla verifica del Caffè è risultato che nei tratti visitati nessun cordino era posizionato e nessuno verificava se il kit distribuito fosse stato o meno utilizzato. La prenotazione che può essere richiesta anche per mezza giornata e con orari modulari non è però garanzia del posto in quanto, restando facoltativa, non si può escludere che bagnanti mattinieri saturino la porzione di spiaggia scelta, soprattutto nei tratti con minore capacità (come ad esempio l’accesso A44, l’esclusiva porzione di spiaggia libera alle pendici del promontorio). Restano anche altre questioni aperte quali la distribuzione dei kit a chi accede senza prenotazione (al momento non avviene), a chi compete la gestione delle presenze nei tratti non coperti dagli steward, la possibilità (estremamente probabile) che nei pressi del tratto prenotato non si trovi parcheggio. L’argomento è ai riflettori anche sul piano amministrativo, con il consigliere comunale Massimo Celebrin che nei giorni scorsi ha presentato una interrogazione che tra l’altro chiede lumi sui costi sostenuti dall’ente, circa 15mila euro, rispetto a quelli sostenuti da altri comuni che si asserviscono del medesimo portale. Il tutto per uno strumento il cui utilizzo resta facoltativo.

CIRCEO: PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA, MA STEWARD PART-TIME
a San Felice Circeo la prenotazione della spiaggia libera è entrata in vigore il 17 luglio in maniera facoltativa, diventata obbligatoria dopo solo qualche giorno di rodaggio. Besunny, questo il nome dell’app utilizzata, individua 42 sezioni di spiaggia “a numero chiuso”, definite e segnalate con dei pali che indicano dove posizionare l’ombrellone. A presidiare gli accessi ci sono gli steward agli ingressi. «Verifichiamo le prenotazioni effettuate, supportiamo gli utenti nel prenotare sul posto, indichiamo la postazione (palo n.d.r.) dove dirigersi. Qualora il nostro tratto fosse pieno, indichiamo ai bagnanti sprovvisti di prenotazione dove dirigersi sulla base delle disponibilità verificate sul portale», ci spiega Emanuele al Lido 13 Laerte capace di ospitare al massimo 95 nuclei familiari. Un sistema svizzero che però non è esente da falle, come l’orario di servizio degli steward (fino alle 14) e la mancanza di pali in tutte le aree. Inoltre domenica non è mancata qualche scaramuccia tra gli steward e i bagnanti che si sono visti negare l’accesso. Non sono chiare le procedure di verifica sui “clandestini” che aggirano l’accesso monitorato.

TERRACINA, INDIVIDUATA LA DITTA... A FINE LUGLIO
Al momento in cui andiamo in stampa, a Terracina si va al mare come lo scorso anno. Non ci sono, infatti, né prenotazioni né verifiche per il rispetto del distanziamento sociale. In controtendenza con gli altri comuni, Terracina ha manifestato l’intendimento di ricorrere ai privati e vengono prese a riferimento di misure anti contagio le ordinanze regionali in vigore. «Rispetto alle gestioni pubbliche adottate altrove, l’amministrazione di Terracina si è mossa attraverso le stipula di convenzioni con i privati che hanno attività vicine ai tratti di spiaggia pubblica e si sono resi disponibili ad effettuare il controllo» spiega l’assessore Gianni Percoco. Per quello che riguarda gli altri tratti di spiaggia porta la data del 23 luglio la delibera che indica vincitrice la società Cooperativa blue work, la stessa che assicura gli steward a Sabaudia. Eventuali sistemi di prenotazione di posti nella spiaggia libera potranno essere definiti sulla base degli intendimenti della ditta responsabile, spiega Percoco. Restano perplessità sulle tempistiche nell’organizzazione del servizio, e con esso le specifiche modalità qualora ci siano, ancora alla fase concettuale nonché la stagione sia già abbondantemente nel vivo.

Bianca Francavilla Simone Tosatti

PRENOTAZIONI: SPESE CIFRE DA CAPOGIRO
Quanto è costato ai Comuni il servizio di prenotazione per un posto sulla spiaggia libera e la verifica del distanziamento sociale? Nel mese di maggio è arrivata la notizia di sei milioni di euro per aiutare i Comuni del Litorale a gestire spiagge libere e lungomare in tutta sicurezza durante la stagione balneare. Questa la cifra che è stata stanziata con una delibera approvata dalla Giunta regionale in vista delle spese straordinarie che gli enti locali affacciati sul Tirreno avrebbero dovuto sostenere per garantire ai turisti un accesso al mare senza rischio di contrarre il Coronavirus. La somma è stata ripartita tra i Comuni litoranei in funzione di due parametri: la popolazione e la lunghezza di arenile libero – ossia delle spiagge libere e libere con servizi – del loro territorio. I soldi la Regione li ha resi immediatamente disponibili, senza necessità di dover presentare progetti. Parliamo di 496.000 euro per Latina, 344.000 per Sabaudia, 100.000 per San Felice Circeo e 230.000 per Terracina. Ogni comune ha deciso come utilizzarli. Da quanto si apprende dalle determine approvate, Sabaudia ha speso 15mila euro per la app e 113.819 euro per la fornitura di 16 assistenti alla balneazione da impiegare per il controllo e la regolamentazione degli accessi alla spiaggia libera nonché il rispetto del distanziamento sociale sulla spiaggia in attuazione dei DPCM sull'emergenza Covid-19. Il Comune di San Felice ha speso 92.585 euro per l'affidamento del controllo e della prenotazione delle spiagge libere del comune. Al Comune di Latina, invece, gli steward che si occupano di sorveglianza e monitoraggio sono costati 340.000 euro e la app 60mila euro. Cifre da capogiro, per chiudere un occhio sul funzionamento.

 

LA REGIONE TIRA LE ORECCHIE AI COMUNI: LA RESPONSABILITA' È VOSTRA
Arriva un richiamo formale dalla Regione Lazio ai comuni costieri a causa dei troppi affollamenti in spiaggia. Le lettera, inviata in seguito alle segnalazioni di assembramenti ricevute, fa riferimento ai sei milioni di euro distribuiti nelle città con il mare per mettere in campo azioni volte ad evitare il propagarsi del Covid-19. Ogni comune poteva decidere come impiegare i fondi, ripartiti in base alla popolazione e alla lunghezza di arenile libero, ma l’obiettivo doveva essere quello di assicurare il distanziamento sociale. Nonostante le app di prenotazione di un posto in spiaggia e gli steward impiegati al controllo costati centinaia di migliaia di euro, qualcosa è andata storta ed è arrivata la tirata di orecchie della Regione Lazio. «Nello spirito di leale e reciproca collaborazione tra le istituzioni – si legge nel documento di cui il Caffè è entrato in possesso –  si informa che pervengono numerose segnalazioni di utenti che lamentano una diffusa mancanza di attività di prevenzione dai rischi epidemiologici sia negli arenili liberi che in quelli riservati agli stabilimenti balneari. Stante ciò si chiede di valutare l’opportunità di aumentare i controlli necessari a garantire la vigilanza in ordine agli adempimenti obbligatori che i vari soggetti devono concretamente attuare anche sollecitando la diffusione di informazioni per la responsabilizzazione degli utenti». La Regione ricorda che è compito dei Comuni assicurare che le regole vengano rispettate. «In particolare i Comuni, quali organi di sicurezza sanitaria, sono tenuti a vigilare sulle applicazioni delle norme di rispetto di distanziamento sociale e possono in qualunque momento procedere a limitare le zone aperte al pubblico e a disporre la temporanea chiusura di specifiche aree in caso di mancato rispetto delle regole per evitare gli assembramenti. In extrema ratio, qualora i Comuni non riescano a presidiare gli arenili, dovranno provvedere all’interdizione degli stessi».







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