900mila € per la rete idrica di Roma

Acea, via alla manutenzione dell’acquedotto

Sul fronte acqua qualcosa si muove nel bacino idrico denominato Acea Ato 2 - Lazio Centrale, il più grande d’Italia, che ricomprende la città di Roma più tutti i 111 comuni della provincia: un’area in cui vivono quasi 4 milioni di persone che usufruiscono di un acquedotto lungo 10mila km e di una rete di fognature estesa per 6mila e 200 km. L’Acea ha affidato alle società Georicerche srl e Siat Installazioni spa il compito di avviare la manutenzione straordinaria della rete idrica e della rete fognaria dell’Intera Città Metropolitana di Roma, Capitale inclusa e, in particolare, di eseguire la protezione catodica delle tubature. Un sistema tecnico che impedisce (o quanto meno ritarda) la corrosione dei tubi che, a contatto costante con l’acqua, tendono a rovinarsi e bucarsi determinando vari problemi tra i quali, principalmente, le gravi perdite idriche che nel Lazio - e in particolare nella città di Roma - si attestano attorno al 44% dell’acqua immessa in conduttura (fonte Regione Lazio), una percentuale da terzo mondo. In sostanza, a causa dello stato penoso in cui versa l’acquedotto pubblico l’acqua potabile - un bene sempre più raro e prezioso specie ai tempi del cambiamento climatico in cui piove e nevica poco - viene gettata in strada o in fogna anziché finire nei rubinetti dei cittadini. La protezione catodica delle tubature, così ci raccontano alcuni dipendenti Acea, era particolarmente diffusa in passato per prolungare la durata delle tubazioni e per ridurre i danni e le perdite della rete poi, forse per ridurre i costi, l’Acea l’ha sospesa.

900MILA € PER 12 MESI DI LAVORO, SALVO PROROGHE
Per eseguire questa manutenzione straordinaria, l’Acea ha avviato un appalto da 900mila euro tondi tondi che durerà un anno e potrà, se necessario, essere prolungato di ulteriori 6 mesi ad un costo totale di un milione e 350mila euro. 

ACQUEDOTTO E FOGNE AI... RAGGI X
Le attività di manutenzione straordinarie che partiranno a giorni su acquedotto e fogne non riguarderanno però solo la riattivazione della protezione catodica, ma comprenderanno anche: la verifica generale della rete, la ricerca dei contatti anomali, l’accertamento dei guasti, etc etc. La percentuale di acqua dispersa nel corso degli ultima 4 anni, ossia da quando è in carica la Giunta Raggi, non è migliorata. Questo bando, quindi, è forse il primo segnale positivo della gestione grillina di Acea, visto che il tema della dispersione idrica dell’acqua ha rappresentato, almeno in passato, un cavallo di battaglia del M5S. Ma né Luca Lanzalone, l’ex manager promosso da 5 Stelle ai vertici di Acea poi travolto dallo scandalo stadio, né Stefano Donnarumma, ormai ex Ad di Acea sostituito da Giuseppe Gola dallo scorso 29 maggio, si sono occupati del tema delle dispersioni idriche.

L’OMBRA DEL POTABILIZZATORE SU ACEA GRILLINA
Anziché riparare subito ed alla svelta la rete idrica colabrodo, il M5s a trazione grillino ha fatto altro, nel recente passato, come più volte raccontato dal nostro giornale, ossia costruire un potabilizzatore del Tevere. Un impianto industriale costruito su un’ansa del Tevere nel corso della seconda metà del 2018, in località Grottarossa, a Roma nord. Impianto destinato a succhiare dal Tevere 500 litri di acqua al secondo per portarla nei rubinetti dei romani. Ma non solo. Di recente, Acea ha dato mandato ad Acea -Elabori, l’area tecnica della municipalizzata, di progettare un secondo “potabilizzatore”, ma 5 volte più grande del primo (2.500 litri al secondo). Il piano di Acea intende succhiare dal Tevere la metà precisa dell’acqua che uscirà dai rubinetti non solo di Roma, ma all'intero ambito idrico Ato2.

VERDI ALL’ATTACCO
"Dopo aver riconosciuto all’ex Ad Donnarumma una buonuscita di 996.000 Euro - attaccano i Verdi - il Consiglio di Amministrazione di Acea il 29 maggio ha permesso agli azionisti di Acea di sparsi  dividendi per 165 milioni di euro, il 10 per cento in più dello scorso anno. Un vero scandalo, se si considerano gli aumenti in bolletta già confermati in barba alla crisi economica causata dal coronavirus; la rete idrica colabrodo con perdite attestate ancora oggi al 40 per cento dei volumi di acqua trasportati; una strategia industriale che prevede maggiori prelievi dalle sorgenti di Pertuso, con rischi per l'equilibrio dell'Aniene e il progetto di potabilizzare l'acqua del Tevere”.

Valery Palmieri









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