La prima fase si concluderà nel 2027

Il Ministero firma il decreto per smantellare la centrale nucleare di Latina

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha approvato, su parere dell’Autorità di sicurezza nucleare e delle altre Istituzioni competenti, il decreto di disattivazione della centrale nucleare di Latina.

Il provvedimento consente a Sogin di avviare le attività previste nella fase 1 del programma generale di decommissioning dell’impianto, con il duplice obiettivo di incrementare i livelli di sicurezza e ridurre l’impatto ambientale.

Le principali attività previste riguardano lo smantellamento dei sei boiler, per un peso complessivo di oltre 3.600 tonnellate, e l’abbassamento dell’altezza dell’edificio reattore da 53 a 38 metri, che modificherà lo skyline del sito. Saranno, inoltre, smantellati edifici e impianti ausiliari.

“Al termine, i rifiuti radioattivi, pregressi e prodotti dal decommissioning, saranno stoccati in sicurezza sul sito, sia nel nuovo deposito temporaneo, sia in alcuni locali dell’edificio reattore appositamente adeguati così da non realizzare ulteriori strutture”, fa sapere Sogin in una nota.  

La centrale di Latina è l’ultima delle quattro centrali nucleari italiane ad ottenere il decreto di disattivazione. “La conclusione della prima fase del decommissioning è prevista nel 2027, per un valore complessivo delle attività di 270 milioni di euro.

“Con la disponibilità del Deposito Nazionale, sarà possibile avviare la seconda e ultima fase con lo smantellamento del reattore a gas grafite. Quando tutti i rifiuti radioattivi saranno conferiti al Deposito Nazionale e i depositi temporanei saranno demoliti, il sito verrà rilasciato, senza vincoli di natura radiologica, e restituito alla collettività per il suo riutilizzo”.

LA CENTRALE DI LATINA

La centrale nucleare di Latina, è stata la prima delle centrali nucleari italiane, con un reattore a gas grafite, GCR-Magnox. Costruita dall’Eni all’inizio del 1958, dopo appena 5 anni, nel maggio 1963, ha iniziato a produrre energia, con una potenza elettrica di 210 MWe che l’ha resa, all’epoca dell’entrata in esercizio, la centrale nucleare più grande d’Europa. È stata fermata nel 1987, all’indomani del referendum. Nella sua vita ha prodotto complessivamente 26 miliardi di kWh di energia elettrica.








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