Latina, ecco come sarà la via

Alberi abbattuti, Bellini: una relazione tecnica ci imponeva di intervenire

Si spegne la polemica in merito agli alberi abbattuti in viale Mazzini, a Latina, che al momento lasciano alla città uno scorcio desolante. Secondo quanto riferito nella commissione ambiente che si è riunita ieri, non era possibile procedere in altro modo perché una relazione del 2016 firmata da due agronomi e un tecnico ha stabilito che era necessario procedere con gli abbattimenti per la sicurezza dei cittadini. Il 21, inoltre, ci sarà un'assemblea pubblica per parlare dei nuovi interventi in programma, che partiranno da via della Rosa. Dario Bellini, presidente della commissione ambiente, chiarisce alcuni dubbi.

Quanti e quali alberi sono stati abbattuti in viale Mazzini?
«Sopra i quaranta. Si tratta di alberature storiche, ma non monumentali. Quello è comunque uno degli scorci più belli, dove si è intervenuti per ripristinare la sicurezza. Come specificato da una relazione tecnica del 2016, bisognava intervenire necessariamente su questi alberi a causa delle condizioni in cui si trovavano e delle condizioni climatiche a cui il territorio è sottoposto».

Perché, allora, se era presente dal 2016 una relazione che ne indicava la pericolosità, si è intervenuti solo ora?
«Sono stati considerati tanti fattori, tra cui la polemica che ora giustamente è venuta fuori da parte della città, attaccata a questo patrimonio storico. Anche in base a questo si è deciso di operare con prudenza, fino a quando è stato possibile. I fattori climatici hanno fatto sì che si accelerasse fino alla decisione di adesso».

Era l'unica soluzione possibile?
«Questi pini sono cresciuti nelle vasche nelle quali stagna l'acqua, ammorbidendo la pianta. In queste condizioni con il primo vento può venire giù la pianta. È successo già una volta nel 2018 e due nel 2019 quando gli alberi sono venuti giù e, dunque, non potevamo fare altrimenti. La relazione firmata da due agronomi più un tecnico ha stabilito che era necessario intervenire per abbattere.». 

Cosa ci sarà al posto degli alberi abbattuti?
«Platani al posto dei platani ammalati e lecci al posto dei pini nelle stesse condizioni. Non verranno piantati i pini perché in quel terreno hanno difficoltà a crescere. Verrà, dunque, conservata l'estetica della strada per mantenere il colpo d'occhio che dava il pino, ma i lecci resteranno più bassi dei platani».

Se le piante scelte sono le stesse, non si verificherà la stessa situazione nel futuro?
«Non necessariamente, perché gli alberi si possono ammalare come si ammalano gli esseri umani. Non c'è una causa che prevede la loro malattia né è il luogo ad essere sbagliato, infatti alcuni di questi sono ancora sani».
 

L'unica comunicazione di questi interventi è stata un'ordinanza, motivo per cui alcuni cittadini sono rimasti sorpresi nel vedere improvvisamente la via in una nuova “veste”. Non era possibile una diversa comunicazione?
«Parliamo di un intervento necessario per mettere in sicurezza. Sarebbe stato giusto comunicarlo ai cittadini, ma sento di giustificare la decisione perché parliamo di sicurezza e perché bisognava farlo nel più breve tempo possibile».

Dove sono previsti altri abbattimenti?
«Il 21 ci sarà un'assemblea pubblica in strada della Rosa dove verrà comunicato che è previsto l'abbattimento di pini. Anticiperemo la decisione data da fattori tecnici per permettere il rifacimento dell'asfalto».

Seppur secondario rispetto alla sicurezza, subentra ora il problema del decoro. Sono previsti interventi per dare un aspetto migliore alla via?
«La sicurezza viene prima di tutto, anche prima della bellezza. Sono state scelte piante di una certa importanza, per cui passeranno degli anni perché il colpo d'occhio torni quello di un tempo e gli alberi diventino della grandezza di quelli storici, ma non abbiamo potuto fare altrimenti. In ogni città vengono effettuati questi interventi di messa in sicurezza e non accade quello che sta accadendo qui. Il decoro verrà ristabilito attraverso la piantumazione, che avverrà nel più breve tempo possibile».








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