Latina, l'annuncio stamattina

Contro la violenza sulle donne in arrivo all'ospedale Goretti la Sala Rosa

Il pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina si doterà di una “sala rosa”. «Contiamo di averla pronta nel giro di un paio di mesi e comunque entro l’estate», spiega Mario Mellacina, dirigente medico del pronto soccorso del Goretti. Questo progetto costituisce una risposta strutturale di controllo, monitoraggio e gestione delle donne vittime di violenza. L’annuncio è avvenuto sabato mattina nella sala conferenze del padiglione Porfiri del presidio ospedaliero durante un incontro organizzato da Asl e Stampa Romana. Un fenomeno, quella della violenza sulle donne, che oggi presenta ancora tantissimi coni d’ombra, considerato che solamente il 20% delle vittime si rivolge alle forze dell’ordine per denunciare e chiedere aiuto.

I NUMERI SU SCALA NAZIONALE

È attraverso un briefing che Mellacina presenta i dati allarmarti degli episodi di violenza che troppo spesso vedono le mura domestiche quale triste sipario. In Italia circa ne sono colpite circa 7 milioni di donne, una spirale inesorabile, troppo spesso causa di morte. Circa il 30% delle violenze ha natura sessuale e di queste, per il 70% dei casi l’autore si rivela essere il partner. Reati che presentano carattere di ripetitività, con gravi ripercussioni sulla salute fisica e psicofisica delle vittime e dei minori (figli principalmente) che ne sono inesorabili testimoni. Dalle informazioni che emergono, solo il 35% delle vittime è consapevole che gli atti di violenza sessuale costituiscono un reato. «Latina è in linea con il quadro generale dove la prevenzione e gestione dei casi è da individuarsi in soluzioni strutturali, quale l’istituzione di una “sala rosa”», spiega Mellacina.

LA SALA ROSA: UN AMBIENTE PROTETTO

«Alla vittima che si reca al pronto soccorso e riferisce di aver subito una violenza sessuale verrà attribuito un codice rosa, che presuppone l’accompagnamento, dall’interno della sala triage, in un luogo protetto, riservato. Nel nuovo pronto soccorso di Latina sarà presente questo ambiente, una “sala rosa” situata in un’area lontana dagli altri codici» - dichiara Mellacina durante il suo intervento -. La paziente infatti va sottoposta alle domande necessarie per individuare la problematica e per la raccolta dei dati necessari alla registrazione (se la paziente vuole fornirli, altrimenti verrà registrata come paziente anonimo che comporta l’assegnazione di un numero progressivo GIPSE). Ciò permetterà di evitare di sottoporla ad interrogatorio o comunque allo stress di dover ripetere più volte lo stesso racconto, costringendola magari a dover ripercorrere momenti drammatici. Inoltre all’interno della “sala rosa” la vittima non potrà essere accompagnata da alcuno, ciò al fine di permetterle di non sentirsi condizionata nel rispondere alle domande da chi, il più delle volte, ha un ruolo nella violenza. Sarà possibile che, qualora sia necessario, vengano coinvolti anche agenti delle forze dell’ordine in abiti borghesi. Una volta terminata questa fase di intervista e controllo, la paziente verrà presa in cura dal servizio di ginecologia e dagli altri specialisti. Le condizioni cliniche della paziente sono sempre prioritarie. La sala rosa sarà quindi dotata di strumenti per esami ematologici e radiologici per eseguire un esame obiettivo ed attento su tutta la superficie corporea delle lesioni presenti».

LA DIMISSIONE E IL MONITORAGGIO

Non è con la dimissione dal pronto soccorso che l’accaduto può ritenersi chiuso. Tutt’altro. Oltre a valutare la possibilità di rientro presso le proprie mura domestiche, il monitoraggio diventa fondamentale per poter intervenire prima che ulteriori episodi sfocino in tragedia. «È necessario che le schede di pronto soccorso riportino la dicitura “maltrattamento” oppure “abuso sessuale su adulto/minore” seguito dai codici di riferimento. Il corretto utilizzo dei codici di dimissione e della diagnosi testuale consentirà la rilevazioni di dati statistici e di monitoraggio del fenomeno. Al momento dell’uscita dal pronto soccorso, in presenza di caso dubbio, dopo aver attivato di le forze dell’ordine compenti, saranno interessate le associazioni presenti sul territorio quali il centro Donna Lilth e la Casa rifugio Emily, che potranno fornire il supporto necessario alla vittime di violenza».





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